giovedì 5 marzo 2026
Generazioni Liberali
Nella tredicesima puntata di Generazioni Liberali il direttore Andrea Mancia e Lorenzo Cianti esaminano i principali aspetti della guerra in Iran, un conflitto che sta ridisegnando gli equilibri politici del Medio Oriente e riapre gli interrogativi rimasti irrisolti sul ruolo dell’Occidente nello scacchiere internazionale.
L’offensiva condotta in sinergia da Israele e dagli Stati Uniti viene interpretata da molti osservatori come una campagna dagli obiettivi strategici ben più ampi del puro contenimento. Sullo sfondo è possibile intravedere un traguardo ambizioso: spezzare l’ossatura militare della Repubblica islamica, indebolirne la rete di milizie proxy e rendere plausibile una transizione democratica a Teheran.
Per il regime, la sola sopravvivenza può trasformarsi in un trionfo propagandistico. Per i suoi avversari, una vittoria compiuta avrebbe senso solo se producesse un Iran meno minaccioso e privo della capacità di esportare violenza, senza aprire un vuoto di potere ingestibile. Nella discussione si inseriscono anche alcune considerazioni teoriche: la crisi del multilateralismo, il ritorno dell’unipolarità statunitense e lo scontro tra l’Asse della resistenza islamo-marxista e le monarchie del Golfo.
Sul piano comunicativo pesa la disinformazione di ampi settori dell’opinione pubblica occidentale, mentre l’Unione Europea rimane perennemente immobile. In tale scenario si accende la contesa tra chi brandisce il “diritto internazionale” come un feticcio e chi richiama la responsabilità morale verso un popolo oppresso.
di Lorenzo Cianti