Il Senato approva il dl Ucraina

mercoledì 25 febbraio 2026


Con 106 voti favorevoli, 57 contrari e due astensioni, l’aula del Senato ha rinnovato la fiducia al Governo sul decreto Ucraina, convertendo definitivamente in legge il provvedimento. Il voto è stato unico, come previsto a Palazzo Madama in caso di questione di fiducia, determinando una contrapposizione compatta tra maggioranza e opposizioni. Hanno votato contro tutte le forze di minoranzaPartito democratico, Movimento 5 stelle, Alleanza verdi e sinistra, Italia viva e Azione – compresi quei gruppi che in passato avevano sostenuto l’invio di aiuti a Kiev. Una scelta, hanno spiegato dai banchi dell’opposizione, legata esclusivamente allo strumento della fiducia. “Siamo stati costretti dalla fiducia”, è stato il coro unanime levatosi in aula. E ancora: la maggioranza avrebbe blindato il testo “per coprire le vostre differenze e difficoltà”, ha accusato il senatore Alessandro Alfieri del Partito democratico. Il provvedimento proroga fino al 31 dicembre 2026 l’autorizzazione alla cessione alle autorità ucraine di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari, “con priorità per quelli logistici, sanitari a uso civile” e di protezione contro attacchi aerei e missilistici.

Il testo interviene inoltre sul piano umanitario, disciplinando il rinnovo dei permessi di soggiorno per protezione speciale ai cittadini ucraini fino al 4 marzo 2027, e introducendo misure a tutela della sicurezza dei giornalisti freelance. La Camera aveva già approvato il decreto l’11 febbraio scorso, con il voto contrario dei tre deputati di Futuro nazionale guidati da Roberto Vannacci, che avevano tuttavia espresso voto favorevole alla fiducia. A difesa del provvedimento è intervenuta in Aula la senatrice di Fratelli dItalia, Giovanna Petrenga, sottolineando la continuità dell’impegno italiano sin dall’inizio del conflitto. Il decreto legge “che approviamo oggi definitivamente si inserisce nel solco delle decisioni che il Parlamento ha assunto sin dall’inizio dell’aggressione russa all’Ucraina. Questo provvedimento non è quindi soltanto una scelta tecnica ma ha un precipuo carattere politico e valoriale che rispecchia pienamente la credibilità internazionale dell’Italia, il rispetto degli impegni assunti e la coerenza con i principi costituzionali che ripudiano la guerra e consentono la difesa e la cooperazione per la pace e la sicurezza internazionale”.

E ha aggiunto: “Desidero sottolineare tre aspetti fondamentali: il sostegno all’Ucraina non è un atto ostile al popolo russo; il Parlamento mantiene e dovrà ancora farlo in futuro piena centralità sull’attuazione e sulle modalità degli interventi previsti; accanto al sostegno militare, occorre rafforzare l’impegno diplomatico continuando a promuovere ogni iniziativa utile a favorire una soluzione negoziata nel rispetto del diritto internazionale e della volontà del popolo sovrano. Con questi presupposti cui crediamo fermamente, annuncio il voto favorevole”.

Sulla stessa linea la Lega. Il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, ha spiegato che il Carroccio ha votato a favore del decreto a sostegno dell’Ucraina, “innanzitutto perché in questa fase negoziale in corso un eventuale mancato sostegno all’Ucraina, come qualcuno che mi ha preceduto ha voluto far intendere, sostanzialmente diminuirebbe il potere contrattuale del popolo ucraino, perché sedersi a un tavolo senza avere il sostegno da parte dei Paesi europei sostanzialmente vuol dire farlo in una posizione indebolita e che non avrebbe veramente senso e sarebbe un suicidio. Questo dovrebbero saperlo tutti, generali compresi”. Un passaggio, quest’ultimo, interpretato come un riferimento polemico all’ex vicesegretario leghista e generale Roberto Vannacci, accolto dall’applauso dei senatori del Carroccio.

Infine, Romeo ha rivendicato le modifiche apportate al testo: “Noi abbiamo anche ottenuto dei risultati importanti perché sono stati rafforzati gli aiuti civili e umanitari, soprattutto con grande attenzione alla rete ospedaliera, alle infrastrutture essenziali e strategiche e il tema dell’energia che è fondamentale per sostenere la popolazione”. Il decreto si inserisce in una linea di continuità che il Parlamento ha mantenuto dall’inizio dell’aggressione russa contro Kiev: sostegno militare, assistenza civile e protezione umanitaria. Il voto di fiducia, tuttavia, ha trasformato un provvedimento tecnico in un passaggio ad alto tasso politico, ricompattando la maggioranza e irrigidendo le opposizioni, pur in presenza di posizioni storicamente convergenti sul supporto all’Ucraina.


di Zaccaria Trevi