lunedì 23 febbraio 2026

Tra i nemici della libertà non vanno annoverati solo tiranni, despoti e dittatori vari, di cui la storia non è stata di certo avara. Anche nel campo del pensiero non sono mancati filosofi e intellettuali assortiti che hanno avuto un rapporto quantomeno ambiguo nei confronti di quello che John Emerich Edward Dalberg-Acton definiva “il fine politico più elevato”. Spesso si dà il caso di pensatori che, convinti più o meno in buona fede di servire la libertà, forgiavano catene per imprigionarla. Di questi maître à penser si occupa un nuovo libro pubblicato dall’Ibl, offrendo più una galleria di personaggi che una genealogia completa dei nemici della libertà. Si tratta di “lezioni” tenute in remoto che dello stile orale conservano la freschezza. Il volume raccoglie un ciclo di webinar promossi dall’Istituto Bruno Leoni nel 2020, come rimedio alla difficoltà di organizzare incontri in luoghi fisici. La tecnologia – tra i frutti apprezzati della libertà – permette di colmare le distanze.
Roberta Modugno si occupa degli utopisti, quei progettisti di mondi così perfetti dove la libertà (come la famiglia e la proprietà privata) stenta a trovare posto. Allo stesso modo, Alberto Mingardi tratta di H.G. Wells, ritenuto l’inventore del genere distopico. Tra i principali “cattivi maestri” figurano Jean-Jacques Rousseau e Karl Marx (ne scrivono Luigi Marco Bassani e Nicola Iannello), ideatori di progetti di emancipazione che se applicati alla lettera edificano prigioni da cui risulta difficile evadere. Roberto Festa prende di petto Sigmund Freud e i filosofi postmoderni, da Foucault a Lacan, da Derrida a Deleuze e oltre, mentre Sergio Belardinelli affronta la Scuola di Francoforte di Adorno, Horkheimer e Marcuse. A Serena Sileoni e Natale D’Amico il compito di mostrare come le due “K” più famose del Novecento – Hans Kelsen e John Maynard Keynes – finiscano per produrre, contro le loro intenzioni, un sistema giuridico e un sistema economico dove la libertà non può prosperare. A mostrare come i “beni comuni” siano una nuova moda nata vecchia ci pensa Carlo Lottieri. Che la storia della libertà sia un’avventura fragile e sempre a rischio emerge dal saggio di Gilberto Corbellini, posto a chiusura del volume: evoluzione del cervello e sviluppo dell’autocontrollo, che ci allontanano dalla violenza e ci fanno comprendere i vantaggi della cooperazione, rendono possibile il mercato e la democrazia. La libertà è quindi una conquista mai acquisita per sempre, per la quale occorre sempre battersi e lottare. Stando in guardia contro i suoi nemici.
(*) La libertà e i suoi nemici: Le radici intellettuali dell’antiliberalismo contemporaneo a cura di Nicola Iannello, Ibl libri 2026, 400 pagine, 16 euro
(**) Nicola Iannello è Senior Fellow dell’Istituto Bruno Leoni
di Istituto Bruno Leoni (*)