Logica della faziosità

lunedì 16 febbraio 2026


La sinistra deve essere davvero senza troppi argomenti. Da qualche giorno i suoi esponenti, e vari commentatori a loro vicini, insinuano che le violenze di Torino, Milano e altrove, nonché le manomissioni di vari apparati tecnici delle ferrovie, siano utili al Governo perché, in questo modo, si rende più accettabile l’intervento legislativo dell’esecutivo nei riguardi della sicurezza. Affermazioni che lasciano intendere l’idea che, se non autore degli attentati e delle violenze, il Governo agisce con opportuni ritardi o interessate ambiguità.

La trovata polemica, perché di questo si tratta, è decisamente sciocca ma si fonda su una logica che potremmo definire classica. Si tratta del principio cui bono, spesso usato da Cicerone, secondo il quale la prima cosa da fare in circostanze delittuose e chiedersi: a chi giova? È evidente che non siamo di fronte ad uno strumento grazie al quale si individua con certezza l’autore di un reato ma altrettanto sicuramente può essere utile per le indagini, che devono però portare alla luce prove inoppugnabili. Memori della complicità, stabilita dalla maggioranza degli storici, di Hitler, appena insediato, nel famoso incendio del Reichtag nel 1933, i politici della sinistra nostrana intendono dare mostra di disinibita saggezza e fine intuito assumendo l’aria di chi ‘non la beve’ lasciandosi così andare, appunto, a insinuazioni senza alcuna prova ma inducendo le menti più deboli a seguirli nel contrasto sempre più deciso nei confronti del Governo.

La logica sottostante, però, chissà perché viene applicata solo ai casi di cui stiamo parlando, ma non ad altri: forse l’assalto alla Cgil del novembre 2021 era stato organizzato dalla sinistra per dimostrare la violenza della destra? I crimini delle Brigate rosse a chi hanno giovato sul piano delle alleanze di Governo, alla destra? O forse esse erano state supportate proprio dalla destra e le brigate nere, invece, dalla sinistra? È evidente che in questo modo non si va lontano dalla faziosità e dalla confusione senza elementi di fatto ma, anzi, vi si cade in pieno.

Che gli atti vandalici e gli attentati giustifichino un’azione più risoluta del Governo è ovvio ma, prima di lanciare strali a destra o a manca, andrebbe riletto Giambattista Vico per rispolverare il principio, questo sì di logica semplice ma corretta, dell’eterogenesi dei fini. Questo principio si adatta perfettamente alle violenze dei cosiddetti ‘antagonisti’ perché il loro fine – generare rivolta e ribellione generale – viene regolarmente mancato mentre si rende più certa l’azione repressiva, di contenimento e di prevenzione da parte del Governo.

Stupisce, ma non troppo, che quest’ultima finalità oggettiva non costituisca materia di riflessione anche per la sinistra, la quale non fa altro che lamentarsi per l’insicurezza inducendo a pensare che, se guidasse il Paese, la vita civile sarebbe serena e pacifica. Volendo quindi essere malevoli, qualcuno dovrebbe forse applicare anche alla sinistra la logica del cui bono.


di Massimo Negrotti