Gasparri: “Maggiore severità per immigrazione clandestina”

giovedì 12 febbraio 2026


Il Consiglio dei ministri ieri ha approvato, “con la previsione della richiesta alle Camere di sollecita calendarizzazione nel rispetto dei regolamenti dei due rami del Parlamento”, un disegno di legge che introduce disposizioni in materia di immigrazione e protezione internazionale, nonché disposizioni per l’attuazione del Patto dell’Unione europea sulla migrazione e l’asilo del 14 maggio 2024. Per queste ragioni, Maurizio Gasparri non ha dubbi: il Governo promuove una “maggiore severità per l’immigrazione clandestina”. Lo dichiara il presidente dei senatori di Forza Italia, a Agorà su Rai 3. “Il perimetro del centrodestra – sottolinea – è quello di sempre, consolidato da decenni. Se nella formazione vannacciana dovessero entrare gruppi estremisti, con comportamenti e linguaggi incompatibili con la nostra area politica, la risposta sarebbe automatica. Ma stiamo parlando di qualcosa che, allo stato attuale, non esiste. Forza Italia fa parte del Partito popolare europeo e Giorgia Meloni è stata alla guida dei Conservatori: se dovessero emergere linguaggi estranei alla cultura del centrodestra o gruppi non compatibili con un quadro politico accettabile, la risposta sarebbe automatica”.

Gasparri rimarca la diversità del centrodestra “sull’immigrazione clandestina. C’è una differenza rispetto ai Governi del passato, che facevano entrare tutti. Nel frattempo, nell’arco della legislatura, abbiamo consentito 400mila, forse più, ingressi di immigrazione programmata. A cosa servono quindi le nuove norme? In passato ci sono stati momenti di flussi particolari da singoli Paesi. Esistono norme che, e che metteremo in pratica, consentono di bloccare situazioni di questo tipo con decisioni collegiali del Consiglio dei ministri, insieme a politiche di accordi e di dialogo con alcuni Paesi che devono collaborare. È successo tempo fa anche con la Tunisia, un Paese con il quale c’è dialogo. Per quanto riguarda le espulsioni, si tratta di una questione molto difficile e complessa. L’Italia, trovandosi nel Mediterraneo di fronte all’Africa, ne soffre più della Norvegia o della Danimarca. Dobbiamo quindi avere procedure più snelle: è una questione che anche l’Europa si sta ponendo e che, grazie all’azione del governo di centrodestra, del premier Meloni e del ministro Antonio Tajani, sta cambiando. Per esempio, i Paesi nei quali si possono rimandare persone, Paesi che non sono dittature e quindi non pericolosi, non li decide la magistratura, ma li decidono i governi, i parlamenti e anche l’Unione europea. In Italia, invece, abbiamo magistrati che decidono al posto di tutti”.


di Manlio Fusani