Meloni è il volto della Nazione, poi ci sono i burattini

venerdì 6 febbraio 2026


Il pianeta vive un momento pericoloso. Dal conflitto in Ucraina alla fragilità della tregua a Gaza, dalla crisi in Iran alle minacce dei comunisti maoisti alla Repubblica di Cina nel ridotto di Taiwan, si aggiunge, dalla mezzanotte della notte scorsa, la fine del trattato di non proliferazione nucleare, scaduto senza rinnovo.

A rifiutare di rimandare la scadenza di un anno è stato l’attuale 47° presidente degli Stati Uniti dAmerica, Donald Trump. Probabilmente l’ha fatto perché i comunisti cinesi non l’hanno mai sottoscritto e intende porli sotto pressione affinché lo facciano. Sta di fatto che è scaduto e non è stato rinnovato, e questo aggiunge un rischio a una situazione pluriconflittuale, sempre suscettibile di scappare di mano.

Mentre la presidente del Consiglio dei ministri italiano, Giorgia Meloni, fa l’unica cosa fattibile come capo del governo di uno Stato senza un proprio armamento atomico, cioè rafforzare la sua deterrenza convenzionale e intrecciare relazioni internazionali per allontanare le minacce, politicanti si divertono mettendo in scena l’operetta dell’eccentrico Roberto Vannacci, e il pubblico disquisisce sul volto di un angelo.

Tra i problemi di Palazzo Chigi, sede del capo del Governo, v’è quello di non distare dal Pincio, luogo di un celebre teatro di burattini che diletta i bambini.


di Riccardo Scarpa