#Albait. Facciamoci gli affari nostri

venerdì 6 febbraio 2026


I due terzi della ricchezza nazionale sono spesi o gestiti dalle pubbliche amministrazioni. Lo spreco della spesa pubblica è uscito dal dibattito. Confindustria, Coldiretti, non si occupano di impresa ma di contributi. La Cgil non prende posizioni forti su redditi e salari, ma della Palestina. Anche la campagna sulle morti bianche langue. La Uil ne ha fatto una bandiera ma non riesce a rompere il muro della polemica politica. Risultato: il dibattito sul referendum è superficiale. C’è anche una manina russa, se questo accade. Non riescono a vincere la guerra armata, attaccano l’Europa e noi, la seconda potenza industriale, con altri mezzi.

Russi e Vannacci

Mosca ha probabilmente favorito il divorzio del fantaccino Vannacci da Matteo Salvini. Ne deduciamo che Putin vuole un suo partito neofascista in Italia. In altri Paesi europei partiti estremi puntano ad azzoppare nazioni ed Europa. Sono stati finanziati da Mosca. Il Cremlino ha costruito una costellazione neofascista. Essa ha il sostegno di Musk, dell’amministrazione Usa, della Heritage Foundation, pure di Bannon.

Reagire e partecipare

Il capo del Cremlino chiede di sostenere apertamente il suo luddismo politico. Vuole distruggere progresso e civiltà liberale. Dobbiamo scansare la trappola. Dobbiamo scoprire l’orgoglio dell’Italia e dell’Europa. Dobbiamo parlare delle nostre necessità e intenzioni. Buon governo, meno tasse e parlare con urgenza del referendum sulla riforma e lo sdoppiamento del Csm. Lo schieramento contrario vede parte del Pd, estrema sinistra, gruppi che scelgono la comoda irrilevanza. Non sono progressisti. Cercano un ritorno al passato, al buon selvaggio, alle avanguardie proletarie che guidano i popoli che loro considerano ignoranti e inetti. Una strategia perfetta per incatenare i poveri, sostenere i ricchi. Quelli dei contributi alle imprese.

Gli esiti della riforma

La domanda è: procure non più dominate dai partiti dei magistrati aumentano la libertà e il funzionamento della giustizia? La risposta è sì. Con la riforma, procuratori e sostituti non rappresenteranno più ‘correnti di pensiero’. La loro carriera dipenderà dalla capacità di ottenere processi. L’evoluzione futura vede i procuratori come avvocati del popolo, simili ai District Attorney statunitensi. Voteremo sì quindi, in tanti.

Una giustizia che funziona evita le sirene delle leggi speciali

Se la giustizia funzionasse, i governi non evocherebbero la litania delle leggi speciali o emozionali. C’è una differenza tra legge, legislazione e libertà, diceva Lorenzo Infantino, sulla scia di Hayek. Dimostrazione: dopo gli scontri e le condanne della violenza a Torino, l’esecutivo lancia l’ennesima ‘stretta’ sull’ordine pubblico con un’inutile mini-legge Scelba.

Le inutili leggi speciali

Le leggi speciali sono le cause della paralisi sicurezza. Dopo Tangentopoli, i falsi incorruttibili hanno cambiato leggi e codici di procedura. Reati cancellati, indagini rese difficili. Le prescrizioni sono frequentissime. Per evitare la perseguibilità di reati finanziari e corruttivi, forze di polizia e magistratura sono state indebolite. Risultato: inchieste serie oggi non se ne fanno. E nemmeno processi. Gli sprechi resistono, insieme al peculato e alla corruzione. Quelle stesse norme criminogene rendono complicata la gestione dell’ordine pubblico.

Libertà e partecipazione contro obbedienza e soggezione

Il risultato del referendum è insieme resistenza agli attacchi russi e lotta alle leggi speciali. Una giustizia che renda centrali i cittadini rende l’Italia più forte, con un popolo che partecipa. Una giustizia giusta rende più semplice essere Europei, sovranisti, federalisti. Ha ragione Draghi, ancora una volta. La strada è quella dell’Europa unita che sa e può difendere libertà e concorrenza, come spiegano le tradizioni liberali e socialdemocratiche. Europa è sovranità. Quella vera. Se entriamo in questa logica, capiamo perché quando difendiamo gli ucraini ci facciamo gli affari nostri.  Lo stesso quando votiamo sì al referendum, per produrre meno leggi, governare meglio, lasciare più denaro nelle mani delle famiglie, senza scassare ulteriormente sanità, scuola, gestione delle vie di comunicazione, ambiente.


di Claudio Mec Melchiorre