venerdì 6 febbraio 2026
La vittoria nelle elezioni politiche che si terranno presumibilmente nella seconda metà del 2027 è fondamentale per la coalizione di centrodestra. Oltre alla conferma per una seconda legislatura dell’esecutivo, il nuovo parlamento, nel 2029, dovrà eleggere il nuovo Capo dello Stato. È una occasione irripetibile. Gli alleati della coalizione di centrodestra, se vinceranno le elezioni politiche, potranno finalmente eleggere un Presidente della Repubblica non di sinistra o cattocomunista. Potremmo avere, al colle più alto, un arbitro e non un giocatore che ha sempre parteggiato per la sinistra.
L’unica speranza che hanno quella “amalgama mal riuscito” che è la sinistra, l’ultrasinistra e gli scapigliati del Movimento cinque stelle è quella che il centrodestra si divida. L’attuale sistema elettorale, denominato “Rosatellum” prevede che i 400 deputati e i 200 senatori siano eletti con un sistema elettorale misto: in parte con il maggioritario e in parte con il proporzionale. Il 37 per cento dei seggi alla Camera dei deputati (148 su 400) e al Senato della Repubblica (74 su 200) vengono eletti con il sistema elettorale maggioritario. Per ogni collegio per la Camera e per il Senato viene eletto chi ottiene un voto in più rispetto all’avversario. Il 61 per cento dei seggi della Camera e del Senato vengono assegnati con il sistema elettorale proporzionale (244 deputati e 122 senatori). Il restante 2 per cento viene eletto tra gli italiani residenti all’estero rispettivamente: 8 deputati e 4 senatori.
La maggioranza per governare il Paese si gioca essenzialmente nei collegi uninominali ovvero dove ogni singolo voto potrà essere determinante per la conquista del seggio in parlamento. La fuoriuscita di Roberto Vannacci dalla Lega e la creazione dello stesso di un nuovo soggetto politico autonomo, può essere devastante per gli alleati di governo.
Le opposizioni di sinistra, di ultrasinistra, il movimento cinque stelle e i cespugli cosiddetti centristi stanno gongolando. Sanno bene che non potranno mai vincere le elezioni politiche, ma la divisione nel centrodestra può creare le condizioni per la formazione di un governo tecnico sotto l’egida del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nei paesi dove vige il bipartitismo (nel nostro caso il bipolarismo), negli stessi partiti o nella stessa coalizione di alleati convivono necessariamente sia le ali più moderate che quelle più estreme.
A mio parere il generale Roberto Vannacci, con il suo soggetto politico, potrebbe presidiare un’area elettorale che attualmente non si sente rappresentata dal centrodestra. Per paradosso, una alleanza elettorale (sistema delle desistenze) con il nuovo soggetto politico del generale Roberto Vannacci consentirebbe la vittoria nei collegi uninominali che sono determinati per il raggiungimento di una solida maggioranza. La sinistra, l’estrema sinistra e il Movimento cinque stelle non si creano certo scrupoli per imbarcare come alleati perfino i pro-Pal e gli antagonisti. In politica si vince o si perde. “Il fine giustifica i mezzi”.
di Antonio Giuseppe Di Natale