giovedì 5 febbraio 2026
Carlo Calenda medita su un’ipotetica collaborazione politica con Luca Zaia. Il leader di Azione, al centro del dibattito politico per la possibile apertura al centrodestra, pronuncia il proprio endorsement politico nei confronti dell’ex governatore veneto. Il ragionamento calendiano, espresso davanti alle telecamere di Mattino 5, sulla rete ammiraglia di Mediaset, prende spunto dall’addio al Carroccio di Roberto Vannacci. “Si apre un problema interno alla Lega molto forte”, afferma Calenda. “C’è una Lega di Governo con amministratori molto seri e che personalmente ho sempre stimato: da Luca Zaia, al sindaco di Treviso Mario Conte, a Massimiliano Fedriga. Tutte persone con cui io potrei lavorare. Io sono un liberale e loro sono democristiani, usando vecchie categorie. Poi c’è stata questa parentesi di Matteo Salvini molto violenta, molto più vicina a Vannacci, che ha portato la Lega in un cul de sac, in un angolo”. Secondo Calenda, “bisognerà capire adesso se finalmente Zaia soprattutto e gli altri hanno il coraggio di fare un passo avanti e prendere in mano la Lega”.
È Matteo Salvini che in questo momento non rappresenta la Lega? “Certo che no. Zaia ieri ha detto in modo chiaro noi siamo liberali, non liberticidi come Vannacci. Per ragioni di vario genere, anche di vicinanza alla Russia, per paradosso Salvini starebbe meglio con Vannacci che con la Lega di Zaia”. Poi Calenda azzarda una previsione: “Credo che questo Governo entrerà in crisi di fibrillazione, con una Lega più debole che non si sa che fine faccia, Vannacci che attaccherà a destra, Giorgia Meloni che si dovrà spostare su posizioni più estreme, diventerà una maggioranza molto più di destra”. Ma va via “quella Lega” Azione è interessata a entrare in una maggioranza di centrodestra? “No. In questa legislatura e nella prossima l’unico e fondamentale argomento sarà la capacità di costruire un’Europa federale che ci protegga da ciò che sta arrivando. Io mi auguro che la Meloni lo faccia ma non mi pare questo sia il clima. Ho l’impressione che il Governo volterà ancora più a destra”. Ma le interesserebbe entrare in un centrodestra con la Meloni, Fratelli d’Italia, Forza Italia e senza una Lega con posizioni estreme? “Se la Meloni fosse europeista mi interesserebbe, certo, come se lo fosse il Pd. Ma oggi non è così e questo è il grave problema dell’Italia. Essere in coalizione per me sarebbe più facile che essere indipendente”, ma “si devono fare coalizioni che condividano valori di fondo. Per me la questione europea è dirimente, il 90 per cento degli italiani vuole che l’Europa governi più insieme”.
di Manlio Fusani