Salvini: “L’Autonomia sarà norma entro la fine della legislatura”

lunedì 26 gennaio 2026


Per Matteo Salvini la riforma sull’Autonomia “non danneggia il Sud ma toglie alibi e impone responsabilità”. Il segretario della Lega, intervenendo ieri a Rivisondoli (L’Aquila), per la chiusura della manifestazione organizzata dal partito in Abruzzo, ha ricordato che “per la prima volta le pre-intese sono state approvate dal Consiglio dei ministri”. Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture ha detto che “l’Autonomia sarà norma entro la fine della legislatura. Alcuni governatori della sinistra non la vogliono perché l’autonomia non è contro il Sud, il Nord o il Centro ma toglie la maschera a chi non è capace di governare”. Poi ha fatto un esempio di cosa rappresenti, a suo avviso, il sì alle pre-intese: “Sui danni del maltempo, al ministero puoi lavorare per trovare soldi e norme più veloci, quindi, l’Autonomia significa che lo stato di emergenza non lo può decidere il governatore. Lui lo chiede, raccoglie i dati, manda gli atti a Roma e poi lo esaminano. Arriva al Cdm e a volte dopo 4-5 mesi, e questo è imbarazzante. Noi approviamo lo stato di emergenza per alluvioni di 6 mesi prima. Invece, con l’Autonomia si salta questa burocrazia e il governatore un minuto dopo può intervenire a casa sua senza aspettare la mediazione dello Stato centrale”.

Ma Salvini ha parlato anche delle dinamiche interne al Carroccio. “La forza della Lega – ha detto – è la truppa, è il popolo, siete voi”. Insomma, non solo capitani e non solo generali. O il generale, come quello che da otto mesi è uno dei suoi vice, Roberto Vannacci. Dalle montagne dell’Abruzzo, il segretario ha cercato di ricompattare i suoi e li ha spronati ad andare avanti con determinazione e sacrificio in vista delle Politiche del 2027. E soprattutto con “spirito di squadra”. Poi ha lanciato che è suonato come un avvertimento: “La storia insegna che chi esce dalla Lega finisce nel nulla”. Il riferimento non è diretto riferito a Vannacci, ma ai deputati Davide Bergamini e Attilio Pierro che nelle scorse settimane hanno lasciato il partito e hanno aderito a Forza Italia. Eppure, come scrive il Giornale, c’è chi dice (ma sono solo voci di corridoio) che mercoledì Vannacci possa dire ufficialmente addio al partito che lo ha portato dritto a Bruxelles per fondare un movimento tutto suo. Nuovo, che guarda a destra. A quella “estrema”. Con lui dovrebbero andare via anche due deputati: il barese Rossano Sasso e il lametino Domenico Furgiuele.


di Michele Perseni