venerdì 23 gennaio 2026
La tempesta Harry ci ha lasciato. Dal punto di vista dell’ecologia, i fenomeni atmosferici sono “equilibrio”.
Le onde hanno squassato le coste, eroso le massicciate dei treni, portato via le strutture temporanee dei lidi che stanno lì dagli anni 60. Non ci sono morti. Un uomo anziano si è avventurato per un lungomare. Una voragine lo ha fermato. Salvato con derisione e rimproveri dai vigili del fuoco. Il giorno dopo, due sindaci, con troupe di trasmissione social al seguito, sono stati raggiunti da un’onda più alta delle altre. Il mare non se li è portati via. Cateno De Luca ha stigmatizzato: ‘Non fate come noi’.
Non fate come noi
È un programma politico. Divieto di avvicinarsi al mare, ma i sindaci vogliono il selfie politico. Sono figli del pensiero statico e contraddittorio. Le emergenze servono alla speculazione, non alla soluzione. L’idea diffusa, non solo dei sindaci, è che ci sono cose da fare e basta, non idee. L’innovazione muore. Le cose da fare sono figlie delle teorie del passato. Tutto quello che è nuove è ‘incerto’. Va scartato. Nelle accademie lo studio è ripetizione. Si cerca la minuzia. L’ossessione per il particolare è statica del pensiero. A pensieri statici corrispondono azioni insulse, comandi ai quali il comandante si sottrae. De Luca colpito da un’onda di venti metri dice “non fate come noi”. Trump spiega che la legge è lui.
L’onda anomala di Trump
Lorenzo Infantino in una delle nostre chiacchierate, mi chiamò al telefono, pochi giorni prima dell’infarto che ce lo ha rubato. Con la voce di chi ha avuto un’intuizione importante, mi disse che la “Reazione del totalitarismo” (Rubettino, appena disponibile per l’acquisto) aveva in Trump il suo esponente più insidioso. Trump come onda anomala totalitaria. Lorenzo aveva ragione. Alla domanda su quali limiti abbia, il Presidente americano ha affermato che l’unico limite che ha è sé stesso. Sembra Immanuel Kant, ma è Cateno De Luca.
Il totalitarismo e l’Ucraina
La reazione totalitaria contemporanea, secondo Infantino, è vasta. È un paradosso della globalizzazione. Le teorie politiche sono globali, non hanno confini. Cos’è la globalizzazione? Nessuno l’ha “creata”. Semplicemente, man mano che il tempo di collegamento tra le varie parti del mondo si è ridotto, un po’ di sushi è arrivato a Roma e un po’ di carbonara è arrivata a Tokyo. La globalizzazione è frutto dei nostri comportamenti quotidiani, non un piano. Chi la critica? Le pseudo sinistre velleitarie e sgangherate, amiche di Hamas, e le destre trumputiniste. Queste schiere concordano sulla divisione del mondo in aree stagne.
La globalizzazione fa parte della libertà individuale
Dividere il mondo in sfere d’influenza serve a produrre povertà crescente e schiavitù. Un esempio: Trump vuole riportare le produzioni industriali in Usa. Per farlo, la classe media americana deve guadagnare meno. Gli operai di Denver devono costare quanto messicani e bengalesi. Per abbassare i redditi si deve accendere l’inflazione. Dazi, riduzione dei tassi d’interesse, minacce nel mondo accendono l’inflazione. Trump è bugiardo.
La bugia e la verità
A cosa serve la bugia? A confondere. Gli Usa trattano Ucraina e Russia come se fossero simili. Ma Putin comanda una Russia totalitaria, mentre l’Ucraina forgia una democrazia sempre più matura. Trump finge di non vedere la differenza. Il suo disegno è di dominio. La sua logica si sposa con quella russa ed è totalitaria, nel senso descritto da Infantino.
L’Ucraina ha freddo
Il totalitarismo è comando, ma non funziona. I russi soffrono per la frustrazione della lenta sconfitta ad opera degli ucraini. I russi a non possono sconfiggere l’inafferrabile esercito ucraino e quindi dirigono le armi contro obiettivi statici: le città e le centrali elettriche. La guerra è persa ma gli ucraini devono vivere a meno quindici gradi centigradi. Gli aiuti militari e civili dagli Usa rallentano. L’Ucraina chiede aiuto. Parte una raccolta fondi organizzata via chat da associazioni e qualche decina di persone fisiche. La risposta è potente, libera, globale e individuale. Gente come noi manda a “SOS - RISCALDIAMO L’UCRAINA” UCRAINA - ITALIA LILEA APS Iban: IT11X0103002818000000677579 il proprio denaro. Generatori in Ucraina per sconfiggere la febbre totalitaria. A volte, si vis pacem, para pacem.
Groenlandia
Col freddo viene in mente la Groenlandia. Un vecchio bimbo rabbioso dice: “Non mi avete dato il Nobel, io mi prendo la Gronelandia”. Il vecchio bimbo conferma di essere un problema per la sicurezza europea. Ribadisce: “Se non mi date la Groenlandia, me ne ricorderò”. Europei e groenlandesi potrebbero cedere? Sì. Perché non lo fanno? Perché siamo nell’epoca della sovranità individuale e di popolo. Non ci sono re assoluti e non ci sono regole superiori all’individuo. Lo abbiamo imparato in gran parte proprio dagli Usa. Impossibile disimparare.
La lezione di Infantino
Siamo nell’epoca del miglioramento continuo dei prodotti. Kai Zen, dicono i giapponesi. Vale anche per la politica e la libertà. Frammentare il mondo consente poteri circoscritti e assoluti. Una visione settecentesca. Quella logica ha prodotto nel XX secolo tre guerre: due mondiali e una fredda. Dal 1945 in Europa l’odio e la frammentazione son stati superati. L’Europa di oggi è democratica e pacifica. Due bimbi capricciosi e troppo cresciuti minacciano aggressioni. L’Europa si deve dotare di armi, capacità istituzionale e operativa continentale per dissuadere chiunque a farle guerra.
Temere i nemici che non portano doni
È giusto avere un’Europa Stato che ci renda liberi. È giusto garantire calore agli ucraini. È giusto chiedere che la legge sia rispettata da tutti, specie dal legislatore.
La giustizia può essere perseguita se c’è uno Stato che la amministra. Quello Stato deve essere abbastanza forte da difendere i cittadini dalle aggressioni. L’Europa è questo. Ma chiariamo un punto: l’Europa delle libertà e delle socialdemocrazie liberiste della quale parliamo non esiste, oggi. Deve nascere. Nascerà su iniziativa popolare. Il popolo europeo rifiuta le onde anomale trumpiane. Preferiamo solcare le onde lunghe libertarie. L’Europa liberista, dalla ricchezza diffusa e socialdemocratica è possibile. Il mercato lavora per noi. Ma dobbiamo difendere la libertà individuale dagli attacchi militari dei totalitarismi che cercano la loro vendetta. A proposito: a Trump è stata proposta la sovranità solo sulle basi statunitensi all’estero. È d’accordo. Il bimbo cercherà un altro giocattolo da rompere ma anche la crisi della Groenlandia è stata risolta. La libertà di pensiero è più potente delle cannonate russe e delle cantonante trumpiane.
di Claudio Mec Melchiorre