I liberali stanno con Einaudi e von der Leyen

giovedì 22 gennaio 2026


Sono, con tutto il mio spirito e la mia anima, contro il partito preso di quel liberal-populismo, maschera di un ignorante disfattismo, che impera su stampa e altri mezzi di comunicazione sociale della destra.

Sono un liberale di destra, liberista in economia, eppure non capisco come molti che si definiscono tali, e sovranisti, possano stare con l’imperialismo da follia senile di Donald Trump, contro un’Unione europea nel momento in cui Ursula von der Leyen, nel reagire con molta misura, presenta un programma di schietto liberismo internazionale, attraverso accordi internazionali con vaste aree, dall’America latina al Canada fino all’Indopacifico, per fare dell’Ue il centro della più vasta area di scambio di beni, persone, servizi e capitali. Un’Europa integrata anche in campo militare, tra Unione ed Alleanza Atlantica.

L’integrazione europea come cominciò col funzionalismo a partire dal carbone e dall’acciaio, è vero, soddisfaceva poco Luigi Einaudi, il quale preferiva una federazione più politica, con difesa e politica estera; ma adesso i fatti ci portano a quello. È proprio questo a disturbare Trump, perché è un’Europa fatta di nuovo Grande, e quindi socia e non suddita, ma è proprio questo a farla una cosa dignitosa e libera.


di Riccardo Scarpa