A proposito del sì e del no

mercoledì 21 gennaio 2026


Votare No, perché votare Sì significa fare un favore a Meloni e al suo Governo. Argomento che lascia il tempo che trova. Sul filo di questa “logica”, votare No significa fare un favore a Schlein e Conte, al loro modo di essere e di fare opposizione. Non è che la cosa mi garbi, essendo contro questo Governo ma anche contro questa opposizione.

Meglio ragionare sul merito: la separazione delle funzioni, si obietta, c’è già nei fatti, dunque, inutile referendum. Ma il referendum, inutile o no che sia, ormai si deve fare, ci si dovrà esprimere con un Sì o un No, se non si vuole restare a casa e lasciare che siano altri a farlo per noi.

Si dice che votare Sì alla separazione delle carriere e delle funzioni non cambierà nulla, perché nei fatti già c’è; se è così, perché i sostenitori del No si scaldano tanto? Non cambia nulla.

Però, si obietta, il Pubblico ministero perderà la sua autonomia, la sua indipendenza, sarà prono al potere politico e del Governo. Allora qualcosa cambia, non è vero che non cambia nulla. Se qualcosa cambia, dimostrino in cosa realmente consiste questo cambiamento, su cosa si fondano i loro timori, su quale base concreta, verificabile.

Sostenere che non cambia nulla, e subito dopo che si vuole scongiurare un incombente, grave pericolo, è qualcosa che gli stessi sostenitori del No dovrebbero riconoscere essere una sciocchezza. Poi decidano loro se la dicono in cattiva fede o perché, come spesso accade, la parola è più veloce del pensiero.


di Valter Vecellio