mercoledì 21 gennaio 2026
Carlo Nordio sostiene che la riforma della Giustizia mira ad attuare “una rivoluzione processuale di quarant’anni fa”. Il Guardasigilli, nella sua relazione sulla Giustizia alla Camera, afferma che la riforma “non è né contro la magistratura, né contro l’opposizione, né contro nessuno. Ma vi sono stati moltissimi esponenti lontani dalla nostra posizione politica che si sono schierate a favore. Un membro dell’opposizione, l’onorevole Goffredo Bettini, ha detto che sarebbe stato favorevole ma poiché questo è un voto politico che sarà pro o contro Giorgia Meloni, lui voterà contro”. A proposito della giustizia minorile, Nordio intende “ricordare la rappresentazione della giustizia, che tiene con una mano la bilancia, che significa equilibrio, e dall’altra la spada, che rappresenta la forza e l’efficacia della sanzione. La pena deve essere equilibrata e proporzionata ma deve essere applicata. Non c’è di peggio che minacciare una pena e poi dire abbiamo scherzato. Il nostro orientamento su questi provvedimenti sarà ispirato a questi principi: non ci dovranno essere reazioni eccessive o tiranniche ma bisogna tener presente che l’esecuzione e la certezza della pena è essenziale, anche per i minori”.
In una nota, Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e responsabile di Forza Italia della campagna per il Sì al referendum, afferma che, “con una sentenza inappellabile, perché basata sulla incontrovertibile verità dei numeri, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha smontato un altro degli alibi fasulli di chi si oppone al referendum sulla giustizia in mancanza di argomenti”. Come sottolinea Mulè, “le assunzioni definitive già effettuate e in corso di migliaia di dipendenti ex Pnrr attualmente a tempo determinato oltre al primato di coprire integralmente la pianta organica grazie all’immissione di ben duemila magistrati mettono a tacere le bugie pronunciate e reiterate da una parte dell’associazione nazionale magistrati e, da ultimo, dal segretario della Cgil. Frana così l’ennesima bufala che vorrebbe la maggioranza distratta sul funzionamento della giustizia. Restiamo in sicura attesa di nuove e scriteriate affermazioni utili solo a evitare di affrontare il tema del referendum del 22 e 23 marzo e cioè la realizzazione di una giustizia finalmente giusta grazie a un giudice terzo e imparziale con la fine del potere sconsiderato delle correnti delle toghe”. Frattanto, le opposizioni protestano contro il Guardasigilli. Carlo Nordio parlando della riforma della giustizia ha parlato di “una petulante litania (ovvero che si vorrebbe “mettere il pm sotto l’Esecutivo”) di fronte alla quale non c’è possibilità di replica”. A questo punto diversi deputati delle opposizioni, a partire dal deputato dem Federico Fornaro, hanno protestato rumorosamente, ripresi dal presidente di turno Fabio Rampelli che ha detto loro: “Quando sarà il vostro turno parlerete”. “Non trovo quale altro aggettivo possa essere usato”, ha ribadito poi Nordio riprendendo la parola.
di Michele Perseni