venerdì 7 luglio 2023
“È necessaria una riforma radicale che attui pienamente il sistema accusatorio”. Posizione, questa, che sarebbe stata espressa da fonti del Ministero della Giustizia, citate dall’Ansa. Sul tavolo, la vicenda che riguarda l’onorevole Andrea Delmastro Delle Vedove (Fratelli d’Italia). Ieri il gip di Roma ha disposto l’imputazione coatta per il sottosegretario alla Giustizia, indagato per rivelazione di segreto d’ufficio in relazione al caso di Alfredo Cospito, l’anarchico detenuto al 41 bis. Il giudice, così, ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura che, adesso, dovrà formulare una richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del deputato di FdI.
Da qui le fonti del Ministero della Giustizia: “L’imputazione coatta nei confronti dell’onorevole Delmastro Delle Vedove, come nei confronti di qualsiasi altro indagato, dimostra l’irrazionalità del nostro sistema”. Ed è “irragionevole”. Le stesse fonti segnalano che nel processo che segue all’imputazione coatta “l’accusa non farà altro che insistere nella richiesta di proscioglimento in coerenza con la richiesta di archiviazione. Laddove, al contrario, chiederà una condanna, non farà altro che contraddire se stesso. Nel processo accusatorio, il Pubblico ministero, che non è né deve essere soggetto al potere esecutivo ed è assolutamente indipendente, è il monopolista dell’azione penale e quindi razionalmente non può essere smentito da un giudice sulla base di elementi cui l’accusatore stesso non crede”. Non solo: “La grandissima parte delle imputazioni coatte si conclude, infatti, con assoluzioni dopo processi lunghi e dolorosi quanto inutili, con grande spreco di risorse umane ed economiche anche per le necessarie attività difensive. Per questo è necessaria una riforma radicale che attui pienamente il sistema accusatorio”.
Il segretario del Partito Democratico, Elly Schlein, cerca di riprendersi dai mal di pancia del suo comparto politico, e commenta: “Quella del sottosegretario Delmastro e della ministra Santanchè stanno ormai diventando due pagine davvero inquietanti della cronaca politica italiana. Ed è assolutamente inaccettabile in un sistema democratico che, anziché rispondere alle gravi accuse nel merito, Palazzo Chigi alimenti un pericoloso scontro tra poteri dello Stato diffondendo una nota con toni intimidatori nei confronti della magistratura… Hanno passato il segno e non si può andare avanti così”. Schlein, in sostanza, fa riferimento a fonti di Palazzo Chigi, che avrebbero notato: “È lecito domandarsi se una fascia della magistratura abbia scelto di svolgere un ruolo attivo di opposizione e di inaugurare anzitempo la campagna elettorale per le elezioni europee”.
Nel frattempo, nel centrodestra non mancano le reazioni. Il capogruppo della commissione Giustizia alla Camera dei deputati, Carolina Varchi (FdI), spiega: “So che l’imputazione coatta a fronte di una richiesta di archiviazione è una ipotesi prevista dal nostro codice di rito ma, francamente, anche alla luce delle consistenti argomentazioni a supporto della richiesta dell’ufficio di Procura, non immaginavo fosse uno scenario probabile per la vicenda che riguarda l’amico Andrea Delmastro. Il sottosegretario non faticherà a spiegare ulteriormente le proprie difese nel corso della prossima tappa processuale, che auspico possa porre fine a questa surreale vicenda. Per quanto ci riguarda, nessuna ombra sul suo operato e massima fiducia”.
“Ci risiamo, ormai è ufficiale: il Governo Meloni è nel mirino di un pezzo di magistratura, che evidentemente vuole dare una mano all’opposizione”. Lo sostiene Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia. E rilancia: “Qualora non fosse bastata la vicenda di Daniela Santanchè, un ministro della Repubblica che ha appreso di essere indagata dalla stampa nel giorno in cui era chiamata a rispondere in Parlamento (oltretutto impropriamente) per una campagna di fango lanciata violentemente da una trasmissione televisiva, la ciliegina sulla torta è arrivata con il rinvio a giudizio coatto disposto dal gip per il sottosegretario Andrea Delmastro, nonostante la richiesta di archiviazione del pubblico ministero”.
“A meno che i libri di diritto costituzionale sui quali ho studiato all’Università non siano carta straccia, tutto questo è oggettivamente patologico – prosegue Siracusano – nonostante i trascorsi ed il monito del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, rispetto alla necessità di comportamenti irreprensibili della magistratura, siamo alle solite: il lupo perde il pelo ma non il vizio. È urgente, come del resto lo è da anni, una radicale e coraggiosa riforma della giustizia”.
di Mimmo Fornari