lunedì 12 dicembre 2022
Forza Italia rilancia sulle pensioni minime. “È necessario – afferma Silvio Berlusconi – fare il massimo sforzo possibile per aumentare le pensioni minime a mille euro, che resta l’obiettivo di Fi per la legislatura”. Il duro confronto sulla Manovra entra nel vivo alla Camera. Dopo i tremila emendamenti depositati, i partiti hanno trovato la quadra a poco più di 500 segnalati. La dote per le modifiche del Parlamento è, infatti, di 400 milioni (si sale a 700 contando quella per i ministeri) e tante le richieste dei partiti. A cominciare dai forzisti che, dopo un vertice ad Arcore con Silvio Berlusconi, insistono soprattutto sulla propria misura bandiera: l’innalzamento delle pensioni minime. Intanto, mentre la Cgil farà partire le manifestazioni nelle piazze italiane, restano ancora diversi nodi da sciogliere. Cambierà sicuramente l’emendamento del presidente della commissione Cultura Federico Mollicone. È lo stesso esponente di Fdi a evidenziare il tema: “L’emendamento verrà riformulato in modo da dare continuità alla Carta però con i cambiamenti che condivideremo con il ministero”. È probabile che per il bonus venga inserita una soglia Isee.
Al momento, sulla questione del Pos, nessuna novità, sia sulla soglia che sul nodo della commissioni bancarie. Dal Tesoro sostengono che si deciderà in settimana e in base alle interlocuzioni con l’Unione europea. Il commissario europeo Paolo Gentiloni torna a sottolineare che, a livello Ue, c’è “un ampio invito ad incentivare i pagamenti elettronici e la fatturazione elettronica. Si tratta di un impegno già preso dal governo italiano relativamente al Pnrr”. Sul superbonus, invece, è previsto nelle prossime ore un vertice a Palazzo Chigi con i tecnici. I partiti di maggioranza sono in pressing per una riapertura dei termini per le Cilas (comunicazioni inizio lavoro) al 31 dicembre se non a 15 giorni dopo la pubblicazione della Manovra, mentre sullo sblocco dei crediti la soluzione resterebbe quella legata agli F24. Intanto ogni partito insiste sulle proprie richieste sperando di poter portare a casa almeno una fetta delle poche risorse a disposizione del cambiamento per le modifiche. A partire da Forza Italia.
Altra richiesta degli azzurri è quella di innalzare da 6 a 8mila euro la decontribuzione per chi assume giovani. E il partito del Cav, dopo la riunione di Arcore, mette i paletti anche su un’altra misura contenuta in Manovra, quella riguardante i Lep (livelli essenziali delle prestazioni), primo step dell’autonomia inserito nella Legge di Bilancio. L’autonomia differenziata, è l’avvertimento, non può comportare una divisione del Paese tra Nord e Sud, e inoltre deve marciare in parallelo con la riforma costituzionale in senso presidenziale. Ma questa è un’altra partita. Al momento, i partiti provano a portare a casa qualcosa dalla Manovra. Dei 200 emendamenti della maggioranza (90 di FdI, 54 della Lega, 40 di Fi e 20 di Noi Moderati) il partito di via Bellerio punta, tra l’altro, sugli sgravi dell’Iva sul pellet (ora al 22 per cento) anche come strumento di contrasto alla crisi energetica mentre FdI insiste per la sospensione del payback per le aziende che producono dispositivi sanitari. Ci sono, inoltre, proposte di modifica di tutta la maggioranza come i fondi per il sostegno al comparto sicurezza o la sanità. Una parte delle risorse della dote destinata al Parlamento va destinata all’opposizione. Mentre i pentastellati si schierano in difesa del Reddito di cittadinanza, dal Pd arriva un pacchetto di emendamenti sul fronte lavoro. Diversi a firma dell’ex ministro Andrea Orlando, che vanno dal salario minimo all’abolizioni di alcune parti del Jobs act.
di Redazione