Pd: Bonaccini parla da leader, Schlein punta alla sorpresa

lunedì 12 dicembre 2022


Stefano Bonaccini è convinto di vincere, Elly Schlein assicura “massima collaborazione”. Il presidente dell’Emilia-Romagna parla già da segretario del Partito democratico. Nel suo tour per i Comuni italiani che, dopo la Puglia, ha toccato Molise e Abruzzo, si occupa, soprattutto, di “temi caldi”. Adotta un profilo pragmatico, la sua cifra stilistica e invita la premier Giorgia Meloni a un incontro su Pnrr e bollette. Poi, frena un po’ sulla questione dell’autonomia differenziata che al sud è indigesta anche fra i militanti e amministratori dem. Bonaccini tende una mano a Elly Schlein pensando già al post congresso, quando ci sarà da ricostruire un partito dilaniato. Dal canto suo, Schlein punta però su una nuova svolta della sinistra italiana: politicamente e simbolicamente. Sarà un’iscritta al Pd solo tra qualche ora e non in un circolo qualsiasi. Prenderà infatti la tessera alla Bolognina, circolo storico della città, dalle radici partigiane e noto alla storia politica perché il quartiere della prima periferia della città è il luogo dove Achille Occhetto annunciò che il partito comunista avrebbe cambiato nome. Una scelta non casuale: dovuta al luogo dove Schlein ha cominciato a fare politica, ma anche un chiaro richiamo per una nuova svolta del Pd.

Alle Primarie mancano più di due mesi e in mezzo ci saranno, oltre alle elezioni regionali, i congressi di circolo fra gli iscritti che, fra tutti i candidati in campo, qualificheranno per la finale i due più sostenuti. A meno di clamorose sorprese, le primarie del 19 febbraio saranno un derby emiliano che vedrà sfidarsi il presidente della Regione e quella che fino a qualche mese fa era la sua vice e che si sono confrontati a distanza ospiti di trasmissioni televisive. Schlein in diretta su Rai3 a Che tempo che fa, Bonaccini su La7 a In Onda, hanno spiegato la personale visione del nuovo Pd, non risparmiando riferimenti “collaborativi” anche al rispettivo avversario. In attesa che la fase congressuale si avvii e arrivi a compimento la fase costituente promossa dal segretario Enrico Letta con la riscrittura del manifesto dei valori, queste settimane saranno utili, per i candidati (fra i quali c’è anche un’altra esponente del Pd dell’Emilia-Romagna, la piacentina Paola De Micheli) per presentare le loro proposte e raccogliere sostenitori fra dirigenti e militanti del Pd.

Mentre si delineano i giochi congressuali, Bonaccini vuole svolgere anche un ruolo nell’opposizione al governo. “Invece che cambiare il Pnrr – dice – da settimane chiedo che il governo chiami gli enti locali, sindaci, presidenti di regione, parti sociali, ci mettiamo a sedere e discutiamo del come modificare i prezziari, perché abbiamo cantieri aperti che si fermano. Rischiamo che le prossime gare per gli investimenti miliardari sul Pnrr non vengano nemmeno validate perché le imprese rischiano di non presentarsi. Meloni ci chiami, ci sediamo e vediamo come insieme trovare una possibile soluzione”.

Il tour fra Puglia e Abruzzo è stata l’occasione anche per raffreddare la sua posizione sull’autonomia differenziata, da anni rivendicata dall’Emilia-Romagna: Bonaccini ha ribadito la richiesta di introduzione dei livelli essenziali delle prestazioni e il coinvolgimento del Parlamento per una legge quadro uguale per tutti: “può essere un’opportunità – ha detto – ma se non si tolgono alcune materie divisive come la scuola e la sanità che sono patrimonio nazionale non si va da nessuna parte”. A offuscare la corsa rimane però l’ombra dello scandalo delle tangenti in Qatar: entrambi lo hanno condannato: “un fatto gravissimo su cui bisogna fare piena luce”, ha detto Schlein. Ma Bonaccini invita alla calma. “Dobbiamo essere garantisti, ma se confermato sarebbe uno scandalo clamoroso”.

Scontro Bonaccini-De Gregorio
Frattanto, va in scena il duello tivù tra Stefano Bonaccini e la giornalista Concita De Gregorio, nel corso del programma In onda. La conduttrice dubita ironicamente sul fatto che Bonaccini conosca davvero Bandiera rossa, l’inno del Partito comunista, ma il governatore sembra non prenderla bene: “Guardi che, a differenza di molti che parlano del Pci e non ci sono mai stati, io ci sono stato, sono stato iscritto e mi sono candidato alle elezioni. Tante volte sento gente parlare di una cosa che non conosce e dà patenti agli altri”. “Volevo sapere se è una canzone che canta”, replica De Gregorio. “Non è che mi alzo la mattina e canto Bandiera rossa – ribatte Bonaccini – Non credo neanche che a chi ci sta ascoltando interessi che io canti o meno Bandiera rossa. Forse interessa di più sapere cosa faccio tutti i giorni e cosa vorrei fare per il Pd”. “Ma sì, tutte e due le cose”, commenta la giornalista. “No, no, io credo che la seconda, guardi”, rilancia il politico. De Gregorio chiosa: “Ci vuole anche un po’ di leggerezza e di allegria. Penso che prendersi troppo sul serio sia un limite”.


di Mino Tebaldi