giovedì 7 luglio 2022
Giuseppe Conte alza la posta. L’obiettivo dell’ex premier è quello di tenere sotto scacco il governo guidato da Mario Draghi. In un colloquio con il Fatto Quotidiano, dopo l’incontro con il premier, Conte avverte la maggioranza: “La nostra comunità sta con un piede fuori dal governo”. Il leader M5s tuona: “Servono ragioni per restare dentro l’esecutivo. Vogliamo risposte vere e risolutive entro luglio. Noi del M5S siamo in sofferenza – argomenta l’ex premier – perché si sono accumulate una serie di difficoltà. C’è un tema di dialettica politica, sono sparite le cabine di regia, i testi da approvare arrivano all’ultimo momento prima del Consiglio dei ministri, spesso convocato solo con poche ore di anticipo. Se ne è lamentato il nostro capodelegazione Stefano Patuanelli, e anche quello del Pd, Andrea Orlando”.
Insomma, “c’è un problema di metodo e di merito”. Conte non vuole sentire parlare di penultimatum. “Ditemi quali sono questi penultimatum”, contesta. “Noi – sottolinea – non siamo pagliacci. Rispetto a un grande disagio dobbiamo conoscere le ragioni per andare avanti con l’esecutivo. Servono risposte, e di certo non aspetteremo mesi”. Quanto ai rapporti con il Pd, “noi non subiamo diktat che lasciano il tempo che trovano. Il Movimento andrà in alleanza solo se ci sarà piena condivisione sui programmi e coesione, piena collaborazione. Sono le nostre condizioni”. E aggiunge: “Io dico no al mucchio selvaggio solo per sconfiggere le destre, un obiettivo che a noi sta a cuore, sia chiaro”.
di Mino Tebaldi