M5S, Conte: “Io e la comunità 5 stelle siamo uniti da tre anni”

giovedì 3 marzo 2022


Giuseppe Conte non teme di perdere la leadership del Movimento 5 stelle. “Aspettiamo con fiducia i pronunciamenti tribunali”, sostiene l’ex premier. “L’avvocato del popolo”, ospite di Non stop news su Rtl 102.5, ha parlato a proposito della sua posizione di presidente, sospesa dal provvedimento cautelare del Tribunale di Napoli, in attesa dell’esito dell’istanza di revoca. “Io e la comunità 5 stelle siamo uniti da tre anni di lavoro insieme e da un voto che ha portato il 92 per cento di preferenze. Ci uniscono principi e valori per cui abbiamo lottato insieme, come etica pubblica, tutela dell’ambiente, biodiversità, lotta ai privilegi e alla corruzione. Siamo ben decisi a lavorare e dispiegare l’azione politica nei prossimi mesi e anni”.

Per la guida dei pentastelati, “non possiamo rimanere appesi ai differenti pronunciamenti che possono venire da un tribunale. Per questa ragione faremo tabula rasa di quanto accaduto, torneremo dai nostri iscritti con una votazione che è stata già fissata il 10 e l’11 marzo. In quell’occasione si rinnoverà la votazione statutaria e quindi tutti gli iscritti potranno tornare a votare. Quindi io stesso mi sottoporrò ad una nuova votazione con tutte le conseguenze di un voto democratico”. L’ex premier è deciso a “a proseguire l’azione politica”, ha affermato poi ricordando che i 5 stelle sono “collocati in un’area progressista”, un fronte che “va alimentato con le azioni politiche, noi ci siamo”. Conte è sicuro: “Non mi sono mai sognato di mettere in discussione la nostra collocazione euroatlantica”.

Sulla crisi ucraina omette le fratture interne: “Il Parlamento è stato compatto e anche nel Movimento 5 stelle c’è stato un solo un voto contrario mentre negli altri partiti di maggioranza ce ne sono stati di più e anche astensioni”. Rispetto al Green pass, crede che “alla luce dell’andamento della curva epidemiologica e del minore stress sulle strutture sanitarie” il Certificato verde “sarebbe soggetto a revisione”. A questo proposito ha “invitato il presidente Draghi e il ministro Speranza a un confronto quanto prima possibile per un piano di revisione di tutte le misure”. Quanto all’obbligo vaccinale per gli over 50, “chiaramente ha creato grande dibattito nel Paese, prima ancora che nel Parlamento”, perché “va a incidere pesantemente sul diritto al lavoro”.


di Mino Tebaldi