giovedì 11 novembre 2021
Taxi in rivolta contro il Ddl Concorrenza. Previsto lo sciopero per il 24 novembre, con iniziative sia a carattere locale che nazionale. Uritaxi, una delle sigle di categoria più rappresentative, ha parlato di “manifestazioni unitarie e ad oltranza”. Iniziative che potrebbero andare avanti fino a quando non sarà ritirato l’articolo 8 del Ddl Concorrenza e non verranno emanati i decreti attuativi della legge 12 del 2019.
Claudio Giudici, presidente di Uritaxi, ha detto: “L’inserimento nel Ddl è contro ogni logica giuridica ed economica, in quanto si pretenderebbe di rimettere a logiche di mercato un settore che, in quanto amministrato come servizio pubblico, a tariffa amministrata, con obbligo di servizio e turnazioni imposte, non può per essenza subire concorrenza da chi a queste regole non è sottoposto. Diversamente, infatti, sarebbe il legislatore stesso a legalizzare un fenomeno di concorrenza sleale a vantaggio di alcuni ed a svantaggio dei tassisti”.
Lo stesso Giudici ha aggiunto: “Ancor più grave, perché capace di minare ogni fiducia nella classe dirigente, l’inserimento nel Ddl concorrenza rappresenta anche la violazione di accordi siglati nel febbraio 2019 dai tassisti con questo Parlamento. Dopo aver accettato una serie di costose novità normative, attendiamo ancora da tre anni i relativi decreti attuativi che darebbero concretezza ai pronunciamenti della politica in favore della legalità, contro l’abusivismo di operatori scorretti e multinazionali allergiche alle regole pubbliche. Oggi, violando la parola data, non solo si vanno a cestinare gli impegni pattuiti, ma addirittura si vorrebbero nuovamente cambiare le regole del gioco”.
“È questa mancanza di lealtà istituzionale – ha terminato Giudici – verso un settore che ha, tra i servizi pubblici, indici di gradimento che non hanno pari (tra l’80 per cento e il 90 per cento a seconda delle città), per consegnarlo alla voracità speculativa delle multinazionali, che ha ricompattato i sindacati dei lavoratori con lo sciopero del prossimo 24 novembre. I tassisti non si tireranno indietro, perché hanno capito che stavolta, più di sempre, c’è in gioco il futuro del settore e delle loro famiglie”.
di Redazione