mercoledì 5 maggio 2021
![]()
E fu così che anche Fedez (il che è tutto dire) dà un colpo alla tanto martoriata credibilità di una politica che quella credibilità oramai la va cercando nei meandri più reconditi ed impensati. L’attuale classe politica, tranne qualche eccezione vera e propria mosca bianca, è capace soltanto di inseguire le questioni più importanti senza anticiparne le conseguenze, incapace di programmare a breve e medio termine, sbandata di fronte alla necessità (oramai più evidente) di modificare il proprio modus vivendi in base alle esigenze ed ai bisogni di chi l’ha eletta.
Insomma, una politica incapace di gestire e governare, che si dimostra quasi impaurita di fronte alle necessità del Paese. I partiti – quasi tutti, si sottolinea nuovamente – palesano il loro interesse primario più agli incarichi e agli exit-poll che non alla politica con la “P” maiuscola: cavalca i problemi, non li risolve. L’altra sera, in tv, il presidente della commissione Antimafia, Nicola Morra, ha sostenuto che l’inefficienza della sanità in Calabria è responsabilità della politica. Morra è stato eletto in la Calabria, è senatore della Repubblica e presiede una commissione parlamentare in quota Cinque Stelle (anche se è uscito dal gruppo parlamentare senza dimettersi di conseguenza dall’incarico). Insomma, la rappresentazione perfetta della nostrana politica.
Per dirla con Marco Bentivogli, il politico è stato trasformato in semplice “pollo da batteria che non hai mai gestito nulla”. E se Fedez denuncia una presunta censura dei vertici Rai contro il suo intervento al concertone del Primo Maggio, loro (i partiti) si dichiarano praticamente all’unisono contro la lottizzazione della tv di Stato. Come se la spartizione dei posti che contano nell’ente fosse stata compiuta da chissà chi senza pensare che, altrettanto all’unisono, sarebbe sufficiente decidere definitivamente con votazione alle Camere che in Rai i partiti non dovrebbero entrare più: non ci vorrebbe poi molto!
La triste realtà dice invece altro: l’attuale quadro politico non è in grado di compiere scelte di alto livello e, a questo proposito, mi vengono in mente le parole di Marco Cappato in materia di cannabis ed eutanasia, “le uniche Aule dove si discute sono quelle dei tribunali”.
di Gianluca Perricone