martedì 2 febbraio 2021
È insopportabile e sconcertante l’accanimento con il quale, pur di evitare il voto, si lascia che accada di tutto: dai mercimoni ai ricatti, dalle minacce alle contropartite in posti, dai giochi di partito a quelli personali d’onnipotenza, dalle vendette alle proscrizioni. Insomma, stiamo vedendo quanto di più squallido e antidemocratico la politica possa offrire ai cittadini. Perché sia chiaro, democrazia significa potere esercitato dal popolo. Insomma, il popolo è l’attore principale e determinante, mentre con le meschinità a cui assistiamo non solo il popolo non c’entra ma vengono inscenate proprio per evitare di chiamarlo in causa. E per riuscire, si cerca di forzare la Costituzione, con il rischio che, tira-tira, arrivi una ribellione.
Ecco perché è insopportabile che l’Italia sia scesa tanto in basso da ridursi al peggiore dei teatrini politici pur di accettare i diktat dell’Europa, che non vuole dare l’ok a libere elezioni perché si sa che vincerebbe il centrodestra a guida Lega e Fratelli d’Italia. Pensate voi a che siamo arrivati, altro che Europa della solidarietà e della fratellanza. Qui si vieta che un Paese scelga da chi essere governato, roba da soviet, altro che Unione europea. In Europa non solo ci comandano a bacchetta. Non ci amano, specialmente la Germania, ma dietro strada ci hanno tolto ogni autonomia e sovranità, fino al punto di subordinare la libertà di voto a seconda delle previsioni. Perché sia chiaro: a parti invertite nei sondaggi avremmo votato già a settembre del 2019 e messo il centrosinistra al posto del centrodestra. Per non dire che col Recovery di mezzo la conventio ad excludendum nei confronti della destra è ancora più forte. E i soldi arriveranno solo a certe condizioni, prima tra tutte che il centrodestra stia lontano da Palazzo Chigi, poi che tra le riforme obbligatorie per avere i 200 miliardi vi sia una legge Fornero più stringente e una sonora patrimoniale sulla casa. Tanto è vero che tra i motivi veri dei ritardi nella preparazione dei piani e dei progetti di spesa, oltre alla incapacità assoluta dell’esecutivo c’è la paura di inserire chiaramente la parola patrimoniale. Perché per quanto sia nera la coscienza e assoluta l’ipocrisia dei giallorossi, l’esplicitazione di un ulteriore esproprio fiscale provoca il terrore generale, perché si rischia e con ragione la sommossa popolare.
Del resto, che l’Europa sia accanita per la ricchezza degli italiani in contrasto con la dimensione del debito pubblico, e voglia per questo mettersi al sicuro dei prestiti passati e futuri succhiando il sangue del Paese con la patrimoniale, è arcinoto. Ecco perché sul Recovery ha posto una sorta di veto sulle urne e sul programma di utilizzo, rientro e compensazione dei 220 miliardi. Va da sé, infatti, che col centrodestra al Governo l’Europa gli espropri patrimoniali se li sognerebbe. Perciò nella Ue sono tormentati contro quello che per ipocrisia chiamano sovranismo ma che, in realtà, è solo la difesa dell’autonomia costituzionale di ogni nazione. Del resto, basterebbe guardare alla Francia e alla Germania: insomma, se ci sono Paesi sovranisti, prepotenti e arroganti, protezionisti e autonomisti, egoisti e ipocriti accentratori, sono proprio loro. Eppure con la sponda della sinistra, del mondo radical chic e del soccorso rosso dei media, sono riusciti a far passare il centrodestra per pericolo sovranista, roba da matti. Ma anche tanto di cappello per la bravura nel falsificare la storia e la realtà. Quella stessa falsificazione con la quale vogliono far credere che mentre ovunque si vota, da noi votare sarebbe una follia, che la Costituzione impedisce lo scioglimento delle Camere, che con i giallorossi c’è l’unica salvezza possibile. I cattocomunisti sono politicamente e storicamente bugiardi e incoscienti, come la canzone di Mina.
È vero esattamente il contrario, solo con il voto si spazzerebbe via questo clima infame, pesante, questa aria irrespirabile creata dagli eredi di quel criminale di Palmiro Togliatti e dai grillini, questa crisi di terrore e di paura economica che sociale che si è creata per l’ignoranza e l’incapacità giallorossa dal 2019 ad oggi. Solo con il voto si aprirebbe per il Paese un progetto di futuro chiaro e condiviso, perché votare significa condividere, accettare, scegliere. Significa l’opposto di subire, soccombere, soffrire azioni perniciose come quelle che stiamo soffrendo da un esecutivo che è stato organizzato ad hoc dietro le quinte per ipocrisia, per le poltrone, per obbedire alla Ue e sottrarre agli italiani la sovranità elettorale.
Un esecutivo che ha bruciato gia 200 miliardi al vento, che ha spaccato il Paese in due, allontanando ulteriormente il Sud dal Nord, mortificando le libertà costituzionali, stracciando ogni impegno elettorale. E instaurando un clima da regime, riducendo sul lastrico valanghe di aziende, famiglie ei operatori, oltre a inginocchiare il Paese alla Cina, roba che nemmeno “manu militari” si sarebbe arrivati a tanto. Ecco perché diciamo sconcertante e chiediamo a viva voce il voto. E non dateci degli assillanti e asfissianti perché insistiamo sempre sulle elezioni. Del resto, se in passato abbiamo dovuto sopportare per mesi e per tutti i giorni il cilicio di Repubblica con le dieci domande a Silvio Berlusconi su Noemi Letizia, possiamo sopportare per ragioni ben più nobili quello nostro sull’opinione e sulla necessità del voto. Gutta cavat lapidem: evviva la democrazia, evviva le libere elezioni, evviva la libertà e il pluralismo. E abbasso fascismo e comunismo.
di Alfredo Mosca