Scontro nel Pd, la minoranza non vota relazione di Renzi

venerdì 7 luglio 2017


Botta e risposta sulle alleanze alla Direzione del Pd sul risultato delle Comunali. La prima a porte chiuse dell’Era Renzi. “Non parliamone, altrimenti i cittadini non vedono le riforme”, dice il segretario. Replica Dario Franceschini: “Le coalizioni servono, da solo il Pd non vince. Parliamone, ma non sui giornali. Teniamone conto per la legge elettorale. La critica non è un tradimento o un complotto”, dice al segretario. “Non passerò mesi a parlare di coalizione: sono più importanti la legge sullo ius soli e il veto nei Trattati europei sul Fiscal compact”.

La relazione di Matteo Renzi è stata votata all’unanimità dalla direzione del Pd. A votarla, dopo la decisione delle minoranze di non partecipare, tutta la maggioranza, inclusa l’area che fa capo a Dario Franceschini. Nella sede nazionale Pd di largo del Nazareno la direzione del Partito democratico. La riunione, alla quale ha partecipato anche il premier Paolo Gentiloni, che è membro del parlamentino Dem, è la prima a porte chiuse, senza diretta streaming, da quando Matteo Renzi è segretario del partito.

“Chi ha detto che abbiamo perso le amministrative perché non c’erano le coalizioni? Non io - così il ministro Dario Franceschini, a quanto si apprende, nel suo intervento - Il problema è opposto, che non abbiamo vinto neanche avendo le coalizioni. A Padova abbiamo vinto ma il Pd ha preso il 13 per cento: siamo un po’ lontani dal poter vincere da soli. Servono le proposte, serve la forza leader, serve l’azione di governo, serve l’organizzazione, ma servono gli altri, servono le alleanze”.

“Non sono d’accordo che il risultato delle amministrative sia un tema locale almeno per tre motivi: rispetto all’ultima analoga tornata c’è stata una crescita fortissima dell’astensionismo; abbiamo subito sconfitte più forti e cocenti nelle aree più forti di insediamento tradizionale della sinistra. Credo che la conflittualità nel centrosinistra non dia vantaggi agli scissionisti ma distacchi pezzi di elettorato”. Così, invece, Andrea Orlando. Poi il ministro della Giustizia, sempre secondo quanto si apprende, insistendo sulla necessità che il Pd prenda l’iniziativa per riunire il centrosinistra, ha detto: “Dobbiamo lavorare con Giuliano Pisapia e chi in quel campo non ha un pregiudizio contro il Pd”.


di Redazione