venerdì 5 maggio 2017
Che esista una sorta di gran premio per portarli da noi, mandandoli a prendere sempre più vicino alle coste d’Africa, è piuttosto chiaro.
È altrettanto chiaro quanto il numero degli immigrati sbarcati in Italia sia in costante e pericoloso aumento, oltretutto nella buona stagione salirà ancora. È infine noto, dunque certo, che intorno a questo fenomeno stiano girando cifre da capogiro, parliamo di numeri da legge finanziaria. Come se non bastasse tutti sanno che le leggi del mare e le regole sui cosiddetti soccorsi, non sono né chiare né facilmente valutabili, anzi.
Perciò basterebbe il buon senso per presupporre che, intorno a questa sorta di gran premio, possano scatenarsi appetiti molto lontani dal concetto di opera umanitaria.
Ecco perché appaiono inutili e strumentali le polemiche scatenate dalle affermazioni del Pm Zuccaro e da chi le condivide, ma il problema non si esaurisce lì. Il problema vero, anzi drammatico, è legato alla elementare domanda che dal Nord al Sud dell’Italia i cittadini si fanno: “Ma cosa si sono messi in testa?”.
Il Governo, la maggioranza, l’interferenza clericale, i buonisti tout court, si sono messi in testa di svuotare l’Africa per riempire l’Italia? La gente si domanda, possibile che non si rendano conto che continuando così fra qualche anno saremo un Paese con milioni e milioni di sconosciuti, disadattati, in larga parte clandestini e comunque estranei al nostro concetto di convivenza?
Questo fenomeno dell’immigrazione, infatti, non finirà perché in quelle terre la pace non è alle viste nemmeno per sbaglio, anche per colpa dell’Occidente. Sulle coste africane ci sono milioni di persone pronte a partire e molti di più in cammino per farlo, dunque, dove li mettiamo, come possiamo? Qui ormai per colpa di una dissennata politica dell’accoglienza tout court, si stanno innescando problemi giganteschi sia sociali sia costituzionali. Perché se è vero che la nostra Costituzione prevede l’accoglienza per chi ne ha titolo, è altrettanto vero che sancisce diritti ai cittadini, alcuni inviolabili. Chi può assicurare che accogliendo senza limiti milioni di profughi, sconosciuti, extracomunitari, alla fine per gli italiani alcuni diritti inevitabilmente subiscano menomazioni, lesioni, insomma un minus?
Oltretutto il nostro Paese da qualche tempo, già di suo, fa fatica a rispettare il catalogo della Carta, tanto è vero che disagio, proteste e manifestazioni crescono progressivamente e pericolosamente. Ecco perché il “ma che si sono messi in testa?” non ha solo ragion d’essere, ma richiede una risposta concreta e urgente, prima che sia troppo tardi. Insomma, quale sarebbe la strategia dei buonisti di Governo? Andare avanti così? Aspettare la pace in Africa? Sperare che smettano di partire? O farci credere che funzioneranno le espulsioni? Già oggi ci sono zone del Paese che stanno al limite della sopportazione, già oggi una quantità di sconosciuti è sfuggita ai controlli sparpagliandosi ovunque, già oggi alcuni fenomeni criminosi tendono a salire.
Del resto chi può negare che alla delinquenza “di casa” non si vada sommando almeno un quid di “delinquenza importata”, al netto di tutto, sempre di una somma si tratta. Parliamo di lavoro nero, sfruttamento della prostituzione, spaccio, violenze, rapine e microcriminalità, per non parlare del rischio terrorismo. Come se non bastasse, il sistema dei servizi pubblici, già pessimo di suo, sta letteralmente entrando in fibrillazione, perché ovviamente non siamo in grado di accogliere senza limiti. Per questo il problema non è solo nell’eventuale scoperta di illegalità nel sistema dei soccorsi, ma sta in quello ben più grosso della scelta politica sul cosa fare per fermare un fenomeno potenzialmente destabilizzante. Anzi a dirla tutta un tot di destabilizzazione del nostro convivere, del disagio sociale, della sicurezza e del territorio è già presente e lo vediamo bene.
In conclusione, se i signori dell’accoglienza no limits, dell’immigrazione risorsa sempre e comunque, dicono no a un blocco navale, a una operazione di respingimento, a una mossa di dissuasione forte e tangibile, cosa propongono? La risposta è d’obbligo verso gli italiani, d’obbligo verso la società e d’obbligo verso la Costituzione, che non recita solo quello che fa comodo. Serve un “Piano Marshall” dell’Europa in Africa, serve un intervento enorme di tutti i Paesi ricchi per sviluppare quelle terre, serve di farli crescere con dignità e benessere a casa loro, solo così si risolverà il dramma. Altrimenti questo dramma non solo resterà lì, ma con il buonismo inutile e dannoso si rischia di trasferirlo altrove con conseguenze imprevedibili.
di E. Rossi e A. Mosca