martedì 9 settembre 2014
La totale mancanza di un’ opposizione dura e concreta in parlamento ed il costante coro di supporto da parte di TV e di grandi testate giornalistiche, hanno fin qui consentito al Premier di consolidare il suo gradimento personale. Dunque, si è trattato e si tratta, di una vera e propria operazione di marketing, studiata dall’inizio del mandato per assicurare a Renzi tutte le migliori condizioni politico operative. Infatti, a partire dai pseudodissidenti del PD, da Forza Italia e dalla debole capacità degli alleati di governo, il Primo ministro, nella sostanza, pone e dispone a suo piacimento potendo contare oltretutto sul perseverante favore dei più importanti media del Paese.
E’ questa la ragione per la quale, nonostante i clamorosi errori e le continue dichiarazioni a vanvera, smentite dai fatti, Renzi riesca a stare alto nei sondaggi. Non bisogna, infatti, mai dimenticare la grande forza di condizionamento e suggestione che, specialmente per gli italiani, hanno i mezzi di informazione e comunicazione. Va da se, comunque, che anche le migliori operazioni studiate a tavolino, come questa, siano a tempo, nel senso cioè che, prima o poi, i nodi arrivano al pettine lasciando cadere i veli sulla realtà. E’ il motivo per cui, il Presidente del Consiglio, per un verso, allunga il brodo con i mille giorni, per l’altro cerca di stringere per portare a compimento qualche parvenza di risultato.
Ovviamente, è tutto un paradosso, l’ennesimo triste paradosso, di cui certo il Paese avrebbe dovuto fare a meno, considerata la devastante situazione economica e sociale che sta vivendo. Non si capisce infatti, con quale onestà, Premier e ministri, insistano nel garantire che la ripresa sia prossima, che tra qualche mese tutto cambierà, che entro la fine dell’anno saranno forti gli effetti dei provvedimenti presi da febbraio ad oggi. E non si capisce, perché, questi membri del Governo sono gli stessi che hanno spudoratamente bucato ogni previsione sugli indicatori macroeconomici.
Dunque, perché insistere sperando che lo stellone della BCE sia l’unico a poter risolvere un disastro come il nostro? Basterebbe per questo, leggere attentamente le dichiarazioni del governatore Visco(a nostro parere le più giuste fra tutte), che invitano a fare presto, perché il tempo è scaduto ed il quadro resta con tinte scurissime. Detto ciò, ci avviamo ad una fine d’anno pessima, all’orizzonte non si affaccia nessun sole, anzi, la necessità di correggere i conti è ormai certa e per gli italiani sono in arrivo quattro mesi di assurde tasse, che li costringeranno a sacrifici non più sopportabili. Tasi, unico, addizionali locali, il 31 dicembre tassa sui risparmi e per chi la ha, rata del mutuo, una granugola indecente di imposte alle quali il Governo ha aggiunto il carico da undici, anziché porvi rimedio.
Con tutta probabilità, questa sfilza fiscale obbligherà la gente ad abbassare ancora i consumi o a saltare le scadenze e, conseguentemente, ad aumentare il conflitto con agenzia delle entrate che, con la sua immensa dimensione, è già un vero e proprio problema sociale ed economico. Insomma, questa è la realtà con la quale ci apprestiamo al 2015, un paese al lumicino, impaurito da tasse ed equitalia, dissanguato dai continui prelievi, ingessato da obblighi ed adempimenti, disoccupato drammaticamente. Come se non bastasse, il debito continua a salire e la revisione della spesa è impantanata sulle ipotesi, piuttosto che le certezze. Non si conoscono infatti, i veri conti dell’INPS, degli enti locali, delle Forze Armate, sottoposti in questi mesi ad ogni tipo di stress, in un senso o nell’altro, come non si è in grado di prevedere, quando e se, i tagli presunti avranno effetto. Forse e per questo, il pur bravo Cottarelli, pensa di mollare.
Si sta navigando a vista, al buio e con i motori in panne, tradotto, nella peggiore delle situazioni, che richiederebbe ben altro delle solite dichiarazioni in libertà di ottimismo e successi. L’Italia è molto malata, malata di tasse, che hanno distrutto mercati ed investimenti, malata di adempimenti, che hanno impaurito e bloccato intrapresa e consumi, malata di liti e contenziosi fiscali ed amministrativi, di disoccupazione e di mancanza di nuove iniziative commerciali. Le banche non erogano liquidità, mutui, prestiti, non lo fanno in ragione delle capacità reddituale, roba da matti in un contesto come il nostro. Equitalia non allenta la persecuzione, gli enti locali non smettono di bastonare i cittadini, il parlamento, anziché abolire le leggi che hanno ucciso i mercati, ne inventa di nuove cervellotiche ed inutili. Coraggio, realismo, buon senso sono le qualità necessarie alla politica per poter parlare di futuro chiaro e luminoso, di crescita, di benessere, l’Italia può rinascere, solo, sotto questa buona stella e certamente, non sotto, l’ipocrita insistenza di chiacchiere e mediocrità.
di Elide Rossi e Alfredo Mosca