Stasi: ora ci si viene a far sapere che...

martedì 9 settembre 2014


Scusate ma qui c'è da uscire pazzi. Soprattutto perchè oggi, dopo sette anni dal delitto, ci si viene a far sapere che sono state individuate tracce del cromosoma Y (quello maschile) sotto i piccoli pezzi di due unghie di Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco il 13 agosto del 2007. Eppure il presunto colpevole (ed unico indagato), Alberto Stasi, era stato assolto in primo e secondo grado mentre la Cassazione ha annullato la sentenza di assoluzione del fidanzato della vittima disponendo un nuovo processo d'Appello. Sono trascorsi sette anni, dicasi sette, ed oggi ci si viene a far sapere che stanno anche ancora indagando sui pedali della bicicletta dello Stasi. E ci si viene a far sapere anche, come detto, che chi ha indagato finora è evidentemente incappato in una serie di errori, ultimo dei quali non aver analizzato se nelle unghie della vittima non ci fossero tracce dell'aggressore.

Chi scrive non è un medico legale (solo l'idea di compiere un'autopsia o dei prelievi da un cadavere mi farebbe schiantare al suolo) ma legge che, di fronte ad un qualsiasi cadavere la cui morte è provocata da atto violento, viene esaminato se sul corpo (unghie comprese) ci sono tracce dell'assassino. In questo caso, per giunta, ci sono anche le due assoluzioni in primo grado ed in Appello. E poi ci si viene a far sapere anche che esisterebbe una prova fotografica del giorno dell’omicidio che mostrerebbe il braccio di Stasi graffiato in due punti. E allora? Non stiamo qui a giudicare un'inchiesta, ci mancherebbe pure: però consentiteci di avere qualche dubbio. Perché delle due una: o i giudici dei primi due gradi hanno svolto indagini superficiali (e la Cassazione, per questo, si è espressa contro l'assoluzione di Alberto Stasi) o è in corso la solita "manovra": si individua il "più presunto" colpevole e poi sul soggetto ci si ostina a costruire le presunte prove per dimostrane la colpevolezza.


di Gianluca Perricone