giovedì 8 agosto 2013
Egregio Guglielmo Epifani,
purtroppo per Lei ogni tanto vengono fuori i suoi passati socialisti, ma stia tranquillo: la storia del socialismo italiano ha poco o niente a che fare con il Suo modo di essere. Il socialismo, con tutti i suoi caratteri di garantismo, di libertá, di "acomunismo", di riformismo, sono (per fortuna) altra cosa rispetto a Lei ed al partito del quale si è ritrovato ad essere il "segretario-traghettatore". Non ce ne voglia, ma i "novelli Caronte" generalmente sono quei personaggi che, nella politica italiana, contano più o meno come il due di briscola e vengono messi lá in attesa di un segretario che conta. Mi sembra, gentile Epifani, che Lei sia stato messo lì per "meriti speciali", come Tonino Di Pietro quando fu candidato alle senatoriali del Mugello: uno per la militanza in quel sindacato (la Cgil) falsamente autonomo dal Partito, l'altro perché assai bravo a non toccare giudizialmente tutti i partiti che prendevano tangenti. Ciò premesso per estrema chiarezza, Epifani neo-Caronte de' noantri, forse non ricorda che il partito che Lei sta conducendo verso chissà quali lidi, ha abbandonato a se stesso (ed alle fameliche fauci di certa magistratura) uno dei suoi fondatori: quell'Ottaviano Del Turco che da anni sta combattendo la propria battaglia giudiziaria giunta, dopo ben cinque anni, al primo grado di giudizio.
Dopo la recente condanna di Silvio Berlusconi nel terzo grado di giudizio, Lei si e'affrettato (con un tempo che, in immediatezza, ha rischiato di battere il record della velocità dello stesso processo all'ex Presidente del Consiglio) a dichiarare che quella sentenza doveva essere «rispettata, eseguita e applicata». Ed ha anche aggiunto che «Il Pd ha atteso la sentenza della Corte di Cassazione con un atteggiamento di grande serietà, privo di qualsiasi forma di speculazione. Adesso esprime il suo totale rispetto per la sentenza». Purtroppo però, egregio Epifani, non si è ascoltata altrettanto tempistica dichiarazione sulle invereconde parole pronunciate da Antonio Esposito, presidente della sezione feriale della Cassazione, nel corso dell'intervista rilasciata al Mattino. Perché vede, gentile Caronte pro-tempore, quanto dichiarato al quotidiano partenopeo da quel giudice dimostra che, in Italia, esiste un problema-giustizia e chi fa finta di nulla assume due possibili profili: o è un mascalzone-complice, o non capisce (sotto tutti i punti di vista). Lei, segretario pro-tempore, non ha espresso alcun tipo di giudizio quindi, ancora, non sapremmo in quale delle due categorie sopraelencate potremmo annoverarLa. Però una cosa ci sentiamo di chiederglieLa: qual'è la posizione del Pd che Lei sta traghettando rispetto ai referendum proposti dai radicali?
di Gianluca Perricone