mercoledì 6 giugno 2012
Tra poche settimane il Ministero dell'Economia e delle Finanze proporrà i nuovi rappresentanti nei consigli di amministrazione e gli organi dirigenziali di Gse e Acquirente Unico, società strategiche nel mercato elettrico nazionale.
L'Acquirente Unico è infatti deputato a garantire un corretto equilibrio dei costi per l'utenza nel cosiddetto mercato a "maggior tutela", sia per l'energia elettrica che per il gas. Invece il Gse (acronimo di Gestore dei servizi energetici) è la società che si occupa dello sviluppo delle fonti rinnovabili nel nostro Paese. Entrambi gravano sulle tasche dei cittadini, grazie alle tariffe di luce e gas. Ed entrambe le società appartengono ai cittadini più che al Ministero dell'Economia e delle Finanze. Ma, soprattutto, meno di dieci "nominati" dal ministro Passera gestiranno ben 14 miliardi di euro in "totale indipendenza" (almeno si fa per dire).
In pratica, il ministero dell'Economia ha al suo interno ben tre società. È infatti l'azionista unico del Gse (quinta azienda italiana per fatturato). Ma il Gse ha al suo interno le società Gme (Gestore del mercato elettrico) e Acquirente Unico. Aziende che fanno poco rumore, e certi poteri forti vorrebbero sederci Claudio Cappon al vertice: uomo che già in Rai ha dato prova di fedeltà al "salotto buono".
Il senatore dell'Idv, Elio Lannutti, ha già dedicato due interrogazioni ai ministeri dell'Economia e dello Sviluppo, e perché dietro il valzer di poltrone per accaparrarsi l'Acquirente Unico s'anniderebbero i tentacoli dei "poteri forti" sulla fetta energetica a "maggior tutela" (i 14 miliardi di euro). E proprio Lannutti ha scoperchiato le inefficienze del Gse nei mancati controlli sull'erogazione dei cosiddetti "certificati verdi" sull'energia prodotta da fonti rinnovabili all'estero e poi importata in Italia.
Così Passera potrebbe far sedere sulle poltrone "super partes" Luigi De Francisci (direttore Affari Regolatori in Terna), Pietro Putti (commissario dell'Enea), oppure confermare Paolo Vigevano (amministratore di Acquirente Unico), o meglio approfittare per sedere Pierluigi Scibetta (ex consigliere Eni tanto gradito a Fini), ma sono in corsa anche Gianni Vittorio Armani (top manager di Terna) e Andrea Mangoni (direttore finanziario di Telecom). L'obiettivo di Passera sarebbe accontentare i potenti senza farlo notare ai cittadini che pagano le bollette. Ovvero far sedere in Gse, Gme e Acquirente Unico gente gradita ai piani alti di Enel ed Eni, ma badando che siano profili istituzionali inattaccabili.
di Ruggiero Capone