Bondi, una badante tecnica per i tecnici

sabato 5 maggio 2012


È davvero arduo convincere l'anziano malandato ad affidarsi alle cure parentali d'una badante. In un tempo lontano, all'epoca delle grandi dimore patriarcali, chi era avanti negli anni poteva contare sull'aiuto di figli, nipoti e pronipoti. Nell'epoca del corri, mordi, fuggi, o si ricorre alla badante o si finisce al ricovero coattivo, con tanto di trattamento sanitario obbligatorio. Era risaputo la vecchia signora Italia fosse malconcia, così i suoi ingrati figli (la partitocrazia) se ne sono lavati le mani. 

Ed Italia, che ne ha viste di avventure, guerre e disavventure, ha pensato bene di lasciar gozzovigliare i suoi figli eletti (tra Camera e Senato) e d'affidarsi alle cure d'un nutrito stuolo di badanti tecnocratiche. Economisti, medici, giuristi, superpoliziotte, lavoriste, scienziati pazzi. Il maggiordomo Monti, che concerta le varie badanti, ha subito detto stop alla spesa quotidiana della signora Italia: niente alcol e che i sindaci stanghino chi gira di sera con bottiglie sotto il braccio, niente auto lussuose, case essenziali e di piccole dimensioni... La situazione è sfuggita al controllo una settimana fa, la signora Italia, e per un mero "tecnicismo di spesa", s'era vita recapitare a casa auto blu per 10 milioni di euro. Nel pacchetto persino quattro Porche Panamera e varie Bmw, Audi, Honda. Il maggiordomo Monti non ci ha visto più dall'ira. A fargli saltare i nervi, confermando l'utilità di nuove badanti, le parole dell'improvvido Giuliano Cazzola del Pdl: «Le veline di Palazzo Chigi lasciano intendere che il governo sarebbe stato indotto a nominare commissario Enrico Bondi perché la Ragioneria generale dello stato non avrebbe fornito i dossier a Pietro Giarda (il quale peraltro è stato per anni alla presidenza della Commissione sulla spesa pubblica). È veramente un atto di grave irresponsabilità mettere in cattiva luce la Rgs che è sicuramente uno dei pezzi pregiati dell'amministrazione pubblica, la cui azione si svolge da sempre con grandi qualità e rigore nell'interesse di quello stato che deve restare anche quando i tecnici smetteranno di fare danni e se ne andranno». Il candido Giarda tenterebbe da mesi di mettere ordine tra giardini e rimessa della signora Italia: avrebbe cercato di tagliare sprechi nel settore delle Politiche agricole come dell'Industria e del Commercio. Voci di Palazzo avvalorano che i furbi burocrati di stato avrebbero fatto sparire ogni carta, ogni pezza d'appoggio, rendendo impossibile il lavoro di Giarda. 

Ecco che Monti ha pensato d'affiancare Bondi a Giarda. Enrico Bondi commissario straordinario «per la razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi, con il compito di definire il livello di spesa per voci di costo». Bondi vanta grande esperienza nel risanamento di imprese in crisi, ha già risanato la Montedison e la Parmalat, nonché il Parma Calcio. Nel 2001 è stato alla guida di Telecom Italia e nel 2002 divenne amministratore delegato di Premafin (holding della famiglia Ligresti). Anche il Gruppo Lucchini ha superato la crisi grazie a lui. È un vecchio amico di Monti. E qui esplode l'ira di Francesco Storace: «Mille parlamentari sono talmente schiavi e sotto ricatto che non ce n'è uno solo che abbia il coraggio di chiedere conto a Monti degli intrecci fra il redivivo Bondi e il figlio del premier. Fu proprio ad assumergli il figlio a Parmalat». E se Storace accoglie con parole pesanti il badante Bondi, invece il tecnico Catricalà gioca d'astuzia. «C'è stato un incontro sulla spending review con Bondi, ma solo sulla logistica. Abbiamo trovato la collocazione per Bondi al ministero dell'Economia e abbiamo individuato gli uffici della presidenza del Consiglio e del Mef dei quali si avvarrà: si tratta dell'ispettorato della Funzione pubblica per quanto riguarda la Presidenza del Consiglio e degli uffici della Ragioneria generale dello Stato per quanto riguarda il Mef». E tornando al cronoprogramma stabilito dal decreto, Catricalà ha ricordato a Bondi «dovrà aggiornare il proprio piano ogni mese».«Enrico Bondi non mi convince - dice da Napoli il sindaco de Magistris - troppi commissariamenti, l'Italia è stata commissariata dalle banche europee e dalle entità sovranazionali, questi commissariamenti iniziano a farmi venire i brividi perché poi abbiamo solo tagli, sofferenza, disoccupazione e tensioni sociali». E subito il segretario del Pd Pier Luigi Bersani s'è schierato a favore delle tre nuove badanti, anzi ha detto «Bondi l'ho suggerito io». «Con la nomina di Bondi, Amato e Giavazzi, il governo ha fatto una mossa per rafforzare la sua azione», aggiunge Bersani. «Vedo bene questa aggiunta», ha subito incalzato il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che non ha perso l'occasione per vantare il miracolo Parmat targato Bondi. Ma per il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, «Amato, Bondi e Giavazzi sono la dimostrazione che si cerca il clamore». E poi le tre nuove badanti (Giuliano Amato, Enrico Bondi e Francesco Giavazzi) sono anagraficamente più in la dei tecnici. E tutto sa davvero di castello di carte pronto a cadere per un soffio d'aria. Si legge nel decreto di nomina che il Cdm ha conferito al Professor Francesco Giavazzi l'incarico di fornire al Premier e al Ministro dello Sviluppo analisi e raccomandazioni sul tema dei contributi pubblici alle imprese: in pratica si dice tutto e nulla. Con certezza Giavazzi non attaccherà più Monti su giornali e tivù, e tornerà il mite docente della Bocconi con enorme rispetto per il rettore Monti, oggi premier. Eppure fino a poche settimane fa Giavazzi scriveva «il governo sembra non rendersi conto che l'Italia rischia di avvitarsi in una spirale di tasse, recessione, deficit e ancor più tasse.». Anche Giuliano Amato, consulente per la nuova politica, riformatore dei costi dei partiti, desta non poche perplessità. Giuliano Amato, storico socialista, è stato deputato del Psi dal 1983 al 1984, nella vita civile è un giurista di rango, ma in politica è passato da Craxi a Mariotto Segni e poi a D'Alema. 

Eppure i governi Amato, per quanto politici, si sono sempre fregiati d'essere tecnici. Monti ha gettato la maschera, rivelando il vero volto politico del suo esecutivo, fatto di gente che gode di pochissimo consenso, soprattutto (a parte il successo di Bondi in Parmalat), non ha mai salvato anima viva. E' notorio si ricorra alle badanti prima di miglior vita.


di Ruggiero Capone