lunedì 20 aprile 2026
C’è quello che chiamiamo etere che altro non è che energia. Che si incanala e ci rende vivi. È chiamato corpo eterico. È energia. Nell’incanalarsi rallenta. Da cui le frequenze lente umane. I cristalli hanno frequenze velocissime. Nel cosmo raggiunge frequenze e vibrazioni per noi inimmaginabili. L’energia non è un flusso, è. Nel senso che è viva, coincidente con l’universo, in perenne rimescolamento e pulsazione. Suoni e colori sono manifestazioni espressione della vibrazione. Comprendere e decifrare questa energia cosmica − che si compenetra nell’umano − deve essere è il nostro fine. Lo studio dell’energia ci rende vivi.
Ogni nostra cellula ha 1,4 volt di elettricità. Il nostro corpo produce un campo elettromagnetico che emette e riceve fino a circa cinque piedi messi in fila oltre il nostro corpo.
Il nostro cervello ha la frequenza della Terra, la stessa: la frequenza del cervello è 7,83, la Terra uguale. Non è casuale perché siamo coincidenti. Tutti gli esseri vivi sono coincidenti con il pianeta in cui si sono resi vivi.
Le nostre ossa sono cristalli piezoelettrici che generano elettricità ogni volta che ci muoviamo. Le ossa sono vive. Contengono maggiori terminazioni nervose della nostra pelle. Producono ogni globulo rosso nel nostro corpo: due milioni al secondo. Immagazzinano il novantanove per cento del nostro calcio, l’ottantacinque per cento del nostro fosforo e il sessanta per cento del nostro magnesio. Lo scheletro non è un “supporto strutturale”. È una fabbrica chimica e un generatore elettrico.
Nel 1957, il chirurgo ortopedico giapponese Iwao Yasuda ha scoperto che quando l’osso umano viene compresso o piegato, produce una tensione elettrica misurabile. La chiamò “effetto piezoelettrico”. Lo stesso principio usato negli orologi al quarzo, nei microfoni e nella tecnologia sonar. Le nostre ossa sono letteralmente cristalli che convertono lo stress meccanico in elettricità.
Quando camminiamo, ogni nostro passo genera una carica elettrica attraverso le nostre ossa. Quella carica segnala agli osteoblasti − le cellule che costruiscono l’osso − di depositare nuovi minerali esattamente dove si è verificato lo stress: gli astronauti perdono l’uno, il due circa per cento della densità ossea al mese nello spazio perché non c’è gravità, compressione, segnale piezoelettrico e ricostruzione.
L’ortopedico dottore Robert O. Becker ha dimostrato negli anni Sessanta che questo segnale elettrico è ciò che controlla tutta la guarigione ossea. Ha applicato microcorrenti a fratture non guarenti e visto ossa rigenerarsi che erano state fino ad allora considerate perse dalla medicina tradizionale. Il suo lavoro ha portato agli stimolatori di crescita ossea usati negli ospedali oggi, ovvero dispositivi che applicano frequenze elettriche specifiche per accelerare la riparazione ossea fino al trecento per cento.
Le nostre ossa sono batterie che si caricano quando ci muoviamo. Ogni passo che facciamo è elettricità. Il nostro scheletro è una matrice cristallina vivente, che respira e si ricarica da sola, progettata per trasportare corrente dal suolo e dal sole, attraverso tutto il corpo.
Siamo un sistema bioelettrico che funziona con frequenza, tensione e movimento. E siamo parte integrante dell’etere o quel corpo eterico − che è energia − del pianeta Terra, del sistema solare e del cosmo. In questo senso siamo tutti connessi e i fenomeni quantistici diventano spiegabili.
di Francesca Romana Fantetti