In testa agli dei dell’antico Egitto, condensatori di energia

mercoledì 4 marzo 2026


In tempi in cui si parla di desecretare documenti riguardanti possibili forme di vita extraterrestre, viene in mente quanto sostenuto da Albert Einstein che aveva immaginato l’esistenza di altre e diverse forme di vita nell’Universo, aventi caratteristiche molto differenti da ciò che il nostro genere umano chiama “vita”. Anche Stephen Hawking si è detto certo dell’esistenza, su altri pianeti, di specie e forme di vita avendone immaginate talune tipo rampicanti animalesche, o roteanti nelle profondità di acque in “terre” ghiacciate che il telescopio spaziale Jeff Webb ha peraltro scoperto nello spazio, esistenti. La vita extraterrestre non può non esistere!

Verso gli anni Sessanta del secolo scorso c’è stata qualche “traccia” di ufo extraterrestri atterrati − incidentati − nello spazio Usa denominato “Area 51”, in Arizona. Ufo costruiti con materiali a noi sconosciuti, in un unico blocco per noi impossibile e con elementi inesistenti sulla Terra. Anche nel New Mexico sono stati trovati “resti” di presenze e materiali extraterrestri simili. E piccoli ominidi alieni della misura di bambini di cui uno − aveva riferito un ingegnere che lavorava dentro l’Area poi dato per pazzo − dall’odore potente di formaldeide. Il video della testimonianza è su Internet.

L’universo è infinito. Non siamo soli perché non possiamo essere soli. Ci sono tracce già sulla Terra a dimostrare la presenza − la permanenza e il “passaggio” − di altre intelligenze. Costruzioni immense sparse un po’ ovunque qui sulla Terra − moltissime da rinvenire in Amazzonia − testimoniano presenze e civiltà evolute. Si tratta di costruzioni fuori misura umana − a cominciare dalle note Piramidi − forme funzionali alla espressione della energia, per una loro utilizzazione energetica.

Le immense e affascinanti statue egizie rinvenute grazie al lavoro paziente dell’archeologo ottocentesco Bernardino Drovetti, statue di Dei al cui fianco ci sono piccoli Re mostrano “proporzioni” e grandezze molto differenti: gli Dei enormi, “amici” dei re − da cui sono abbracciati − i quali ultimi hanno forma umana, la nostra. Piramidi e costruzioni circostanti − basi di atterraggio dallo spazio − sono commisurate alla enormità degli Dei, talune volte rappresentati con testa di animale. Come la importante e potente, feroce Dea egizia Seqmet dal viso leonino. Mentre i Re sono rappresentati umani perché tali dovevano essere, abitanti discendenti da scimmie, topi e pesci della Terra − come la specie umana per intenderci − , gli Dei appartengono al cielo, al cosmo, all’Universo da cui verosimilmente sono arrivati (l’arca di Noè come la rappresentazione plastica) percorrendo il “corridoio” dato dall’allineamento perfetto di Orione sopra le piramidi in Egitto, e Sirio. Una sorta di autostrada illuminata sino la Terra.

È la testimonianza di un incontro − a quanto ci dice l’Egitto amichevole e proficuo − tra entità molto differenti. E non solo per la “grandezza” delle loro misure. Ci sono immagini di navicelle e astronavi, caschi spaziali, mute spaziali, immagini di voli nello spazio scolpiti sulle pietre, tra i geroglifici. In questi l’immagine ed il richiamo alla energia dell’Universo − alla energia e forza vitale − è costante.

L’energia del cosmo è sempre presente. Il segno uguale alla croce con un palloncino o cerchio oblungo sopra è il simbolo della energia e forza vitale. Gli Dei lo hanno, come uno scettro, in mano. Solo gli Dei. È il simbolo di ciò che dà la vita. È l’energia della vita, della materia. Che sapevano rigenerare. Gli Dei conoscevano l’energia e forza vitale, la rigeneravano. Il culto dei morti apparteneva ai Re ed agli uomini terrestri. L’energia trasformata da quelli in culto del Sole che dà la vita.

Il simbolo della energia vitale − poi trasfuso nella croce cristiana − è dappertutto. Gli Dei catapultati e giunti sulla Terra − chissà da dove nel cosmo − hanno portato con sé conoscenza e capacità riguardo l’energia del cosmo fattasi vitale. Quello che viene indicato nei musei come un semplice ornamento o “cappello” del Dio − non del Re, i Re non lo hanno − è un condensatore di energia.

Questo accumulatore-condensatore di energia ricopre la testa degli Dei energizzandoli. Tecnicamente un accumulatore accumula cariche elettriche − prendendole dall’aria, dal cosmo − le quali, a contatto della testa, aumentano il potenziale di membrana cellulare del corpo. La “scaletta” sotto il mento − nei musei indicata come mero amuleto − aveva verosimilmente il ruolo di amplificatore delle cariche elettriche, trasmesse da sopra, al resto del corpo.

Come funziona la “energizzazione” a grandi linee. Il potenziale di membrana cellulare aumenta cioè diviene meno negativo o positivo − processo noto come depolarizzazione − principalmente a causa dell’ingresso rapido di cariche positive, in particolare di ioni sodio e calcio. Ciò avviene attraverso specifici canali ionici voltaggio dipendenti. Che significa che questo afflusso inverte temporaneamente la polarità portandola da circa meno settanta millivolt (-70 mV) a valori positivi di più trentacinque/quaranta millivolt (+35/+40 mV). Specificamente l’apertura dei canali di sodio voltaggio dipendenti permette al sodio, più concentrato all’esterno, di entrare nella cellula, sia seguendo il gradiente chimico che quello elettrico. La depolarizzazione si innesca quando un impulso raggiunge la soglia di circa meno cinquantacinque millivolt (-55mV) innescando l’apertura dei canali − gli ioni di sodio, principalmente e di calcio contribuiscono alla depolarizzazione. L’ingresso di cariche positive aumenta il potenziale interno, fondamentale per la generazione del potenziale d’azione e la comunicazione cellulare. Il potenziale di riposo – negativo − è ripristinato successivamente in particolare tramite la fuoriuscita di potassio durante la fase di ripolarizzazione. 

Anche le piramidi a forma non a caso di prisma sono luoghi successivamente adibiti a tombe dei Re ma costruzioni degli Dei la cui ragione d’essere è da rinvenire nell’ essere adibite alla rigenerazione, anche loro. L’energia del cosmo, dell’Universo − vitale − era conosciuta, adoperata e gestita dagli Dei “egizi” extraterrestri. 


di Francesca Romana Fantetti