WhatsApp, nuova funzione per difendersi da cyberattacchi

venerdì 30 gennaio 2026


Si chiama Strict account. Blocca gli allegati e i file multimediali sconosciuti. È la nuova funzione lanciata da WhatsApp. Un modo si spera efficace per proteggersi dai cyberattacchi. “Sappiamo che alcuni dei nostri utenti come giornalisti o personaggi pubblici potrebbero avere bisogno di protezioni maggiori contro attacchi informatici rari e altamente sofisticati”. Lo afferma la piattaforma in un post ufficiale, con la memoria che va al recente caso Paragon e allo spyware Graphite usato per intercettare smartphone di attivisti e giornalisti. Le restrizioni comportano anche la disattivazione delle anteprime dei link che sono potenziali vettori per campagne di phishing e vengono silenziate automaticamente le chiamate provenienti da numeri non presenti nella rubrica. Per abilitare queste funzioni più restrittive, che saranno implementate gradualmente nelle prossime settimane in tutto il mondo, si va nella sezione Impostazioni dell’app poi si sceglie l’opzione Privacy e a seguire Avanzate. WhatsApp afferma inoltre di aver implementato “un linguaggio di programmazione di back-end chiamato Rust per proteggere foto, video e messaggi da eventuali spyware permettendo di condividerli e di chattare in tranquillità”.

Frattanto, dal 16 febbraio le società che vogliono mantenere il loro chatbot all’interno di WhatsApp in Italia dovranno pagare un costo a Meta per ogni risposta generata. La decisione arriva dopo la misura dell’Antitrust del 24 dicembre scorso: ha chiesto a Meta di sospendere nel nostro paese la politica restrittiva sulla chat per l’Ia di terze parti, poi entrata in vigore globalmente il 15 gennaio. “Laddove siamo legalmente obbligati a fornire chatbot Ai tramite l’Api aziendale di WhatsApp, stiamo introducendo prezzi per le aziende che scelgono di usare la nostra piattaforma per fornire tali servizi”, dichiara un portavoce di Meta. La decisione arriva dopo mesi di tensioni tra Meta e l’Autorità garante della concorrenza e del mercato su Meta Ai, il chatbot della società di Mark Zuckerberg sbarcato su WhatsApp in Italia e in Europa a marzo 2025. Il 24 dicembre 2025 l’Antitrust ha chiesto alla società di sospendere il divieto imposto ai chatbot di terze parti, policy entrata poi in vigore il 15 gennaio 2026. “La decisione è infondata”, aveva risposto Meta. “L’emergere di chatbot di Intelligenza artificiale sulle nostre Business Api ha messo sotto pressione i nostri sistemi, che non erano stati progettati per supportare questo tipo di utilizzo. L’Autorità italiana parte dal presupposto che WhatsApp sia, in qualche modo, un app store di fatto. I canali di accesso al mercato per le aziende di Ia sono gli app store, i loro siti web e le partnership di settore, non la piattaforma WhatsApp Business. Faremo ricorso”. Aziende come OpenAI, Perplexity e Microsoft avevano già comunicato che i loro bot su WhatsApp non avrebbero più funzionato dopo il 15 gennaio invitando gli utenti a utilizzare altre piattaforme.


di Redazione