I tentacoli planetari dei servizi segreti iraniani

lunedì 2 novembre 2026


Le informazioni che vengono “somministrate alla massa” circa la guerra in Iran si basano su confronti militari e confuse pressioni diplomatiche che soprattutto gli Stati Uniti esercitano nell’area del Golfo. Ma tra le varie “pause di riflessione” che Donald Trump si prende contro il regime iraniano, in attesa dell’esito delle elezioni di metà mandato di domani, c’è una guerra semi occulta e cronica che i servizi segreti iraniani, comandati dal Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, attuano capillarmente al livello globale. Tanto è che i servizi di intelligence europei e occidentali in generale, considerano estremamente pericolose e incombenti le operazioni dei servizi segreti iraniani che da anni, ma incrementate in questi ultimi tempi, esercitano senza rivendicarle, come eliminazioni di dissidenti e critici del Regime ovunque presenti, azioni di sabotaggio, incendi, opere di depistaggio e di influenza, attacchi informatici che si materializzano in ogni ambito operativo, sia finanziario che politico, ed in organismi di sicurezza occidentali. Una minaccia, quella dei servizi spionaggio iraniani, costante, sistematica e globale ben avvertita e monitorata dall’intelligence europea, che come reazione porta a continui arresti di soggetti ritenuti agenti più o meno organici ai servizi di Teheran.

I servizi segreti iraniani, attivi nell’ambito del controllo delle sepah o pasdaran, sono rappresentati dalla Forza Quds e dagli operatori del Vevak, Ministero dell’Intelligence iraniano, che da tempo hanno strutturali rapporti di cooperazione con spregiudicati gruppi criminali internazionali. I punti focali di interesse di queste organizzazioni sono diretti in particolare contro le istituzioni e le comunità ebraiche e israeliane, giornalisti iraniani, corporazioni ed enti statunitensi e generalmente contro gli oppositori del regime degli ayatollah.

Così intanto che gli scontri tra la coalizione statunitense-israeliana e l’Iran si sono momentaneamente smorzati, i servizi segreti occidentali sono impegnati nel cercare di prevedere le persistenti operazioni di sabotaggio e disturbo, ritenuti fino a poco tempo fa attacchi di basso livello, che i servizi di Teheran stanno perpetrando su questo fronte, fisicamente non definito ma praticamente enorme e che si stanno scaricando sul suolo europeo e oltre. Una reazione iraniana alla crisi in atto che sta toccando la geopolitica nella sua estensione più ampia, una risposta asimmetrica fatta di “interferenze sistematiche” su ampi ambiti, tanto è che a metà ottobre oltre 30 Paesi, tra questi Stati Uniti, Germania, Canada, Francia, Regno Unito e Italia, hanno espresso condanna verso Teheran per le azioni mirate ad assassinare i critici del Regime, per azioni complottiste di vario genere, sabotaggi e operazioni di hackeraggio.

Uno dei più significativi è stato riscontrato il 27 settembre quando a Whelford, in Inghilterra, dove è ubicata la base della Royal Air Force di Fairford, che ospita velivoli militari degli Stati Uniti usati per gli attacchi contro l’Iran, sono stati ritrovati numerosi ordigni esplosivi la cui collocazione è stata attribuita ai servizi iraniani; in questa occasione sono state arrestate alcune persone legate all’Iran. Quindi c’è una esternalizzazione, da parte iraniana, delle operazioni a organizzazioni criminali internazionali; una modalità operativa strategica definita “negazione plausibile” che permette di rapire, uccidere e sorvegliare in occidente soggetti dissidenti e colpire obiettivi ebraici e israeliani senza esporsi direttamente.

Ma da chi è composta la rete criminale alla quale i pasdaran esternalizzano il compimento di omicidi e azioni complementari? Intanto queste associazioni a delinquere hanno una localizzazione geografia: ad esempio in Svezia opera la Foxtrot, e la Rumba, tra loro rivali, la prima è comandata dall’iracheno Rawa Majid, noto come la “Volpe curda”, un gruppo che opera nel traffico di droga, la seconda vedeva al comando Ismail Abdo, conosciuto come “la Fragola” arrestato in Turchia ora in attesa di processo, agisce generalmente con omicidi mirati a dissidenti e attacchi contro gli interessi stranieri. Sia il Mossad che la Sapo (Säkerhetspolisen), agenzia dei servizi segreti svedese, hanno individuato il gruppo Rumba come artefice degli attentati con bombe contro l'ambasciata israeliana a Stoccolma, ottobre 2024. In Germania operano gli Hells Angels, che risulta hanno praticato incendi e attacchi con armi contro la sinagoga di Essen, e in altri luoghi di culto ebraici. Poi la rete Zindashti nata in Iran e Turchia, guidata dall’iraniano Naji Sharifi, attiva in Europa e Medio Oriente, un potente cartello del narcotraffico che collabora con il Ministero dell’Intelligence iraniano. Si annoverano tra le sue operazioni l’eliminazione di dissidenti iraniani a Istanbul, ma ha anche effettuato omicidi in Canada e negli Stati Uniti.

Il regime iraniano è collegato anche con i cartelli della droga di Paesi sudamericani, come Messico e Venezuela; in Paraguay, Argentina e Brasile recitano una parte determinante, direttamente ed indirettamente, anche gli sciiti libanesi del partito Hezbollah, fedele alleato di Teheran. Uno scenario, quello dell’America Latina, dove viene riciclato il denaro frutto di contrabbando e narcotraffico, enormi fonti di valuta che vengono utilizzate dall’Iran per finanziare le proprie operazioni criminali.

L’ultimo nato, marzo 2026, è il gruppo islamista l’Hay, Harakat Ashab al-Yamin al-Islamia (Islamic movement of the companions of the right), una struttura ibrida che risulta legata sia alla dittatura teocratica iraniana che alle varie milizie sciite siriane, irachene e yemenite (Houthi), nonché ai sunniti palestinesi di Hamas. L’Hay usa canali social come Telegram per reclutare nel territorio europeo elementi solitari della criminalità di “strada”, i quali vengono pagati per le loro azioni contro organi di informazione anti-regime e obiettivi ebraici, con criptovaluta. Inoltre l’Unità 840, una branca della Forza Quds, esperta in annichilimenti di personaggi ritenuti scomodi, si avvale di gang della Georgia e dell’Azerbaigian per compiere attentati contro persone ostili al Regime nell’area caucasica.

La strategia delle menti del Governo iraniano è quindi quella di utilizzare anche criminali di basso profilo non collegabili a gruppi ideologici; una manodopera tendenzialmente “usa e getta”, ovvero sacrificabile, che se non perde la vita in azione può essere anche eliminata dal committente al fine di cancellare traccia. I servizi segreti di Teheran possono così agire mascherando la loro responsabilità nelle varie azioni di sabotaggio e omicidi, che quasi totalmente restano nel deepspace dell’informazione. Insomma una piovra di potere criminale, quella della teocrazia iraniana, che agisce con ogni mezzo a livello globale, che opera senza interruzioni su quasi tutti gli scenari del pianeta e che scavalca sistematicamente il frastuono dei bombardamenti e dei missili balistici.


di Fabio Marco Fabbri