Spagna: si scatena il dibattito politico sull’incidente ferroviario

giovedì 29 ottobre 2026


Il tragico incidente ferroviario avvenuto in Spagna non poteva non avere conseguenze sul già rovente dibattito politico in vista delle elezioni legislative anticipate del 29 novembre. Il lutto è generalizzato e la campagna elettorale sospesa ma la ricerca delle eventuali responsabilità politiche, dirette o indirette, a monte della sciagura, perdipiù a pochi mesi da un altro incidente ferroviario ancora più grave per numero di morti e di feriti, è l’unico argomento di cui gli spagnoli discutono a gran voce per le strade e nelle piazze, negli uffici, nelle abitazioni, negli esercizi pubblici. A cominciare dalla capitale Madrid, città ‘politica’ per eccellenza, dove praticamente tutti i giorni si manifesta per una ‘causa’ o presunta tale: il costo delle case e il carovita, l’invasione di Ceuta e l’immigrazione selvaggia e la crescente criminalità, il ruolo dell’Unione europea e quello della Nato, il Medio Oriente e Trump, la Russia e l’Ucraina. In queste ore, però, esiste una sola questione sul tappeto: i morti di Toledo e i colpevoli della strage.

Un disastro del genere avrebbe dappertutto messo sulla graticola il governo di sinistra capeggiato dal socialista Pedro Sánchez. Ma la situazione spagnola appare più ingarbugliata. Al centro delle accuse è il sistema di segnalamento Lzb, che però è ritenuto tra i più sicuri al mondo. La falla potrebbe essere colpa di un errore umano o di un difetto nel passaggio tra sistemi di sicurezza diversi ma ambienti vicini alla maggioranza adombrano un (comodo) attacco cyber e voci di corridoio già hanno individuato i possibili (comodi) autori: russi (già accusati dal governo iberico di avere provocato l’invasione di Ceuta e gli incidenti durante le manifestazioni studentesche) o addirittura israeliani, essendo l’esecutivo spagnolo totalmente sbilanciato a favore dei palestinesi. Ma su questo fronte non c’è uno straccio di prova. Tanto che ufficialmente la sinistra sta cercando di spostare il tiro sulla liberalizzazione dei servizi ferroviari, lanciata quando al governo c’era il centro-destra. Senonché i sistemi di controllo non sono stati liberalizzati mentre la liberalizzazione riguarda i treni, che al momento appaiono del tutto incolpevoli nel disastro. Per saperne di più bisognerà attendere l’esito delle indagini, che difficilmente potranno essere chiuse prima del voto politico.

La posizione dei popolari (il partito di centro-destra guidato da Alberto Nunez Feijoo, favorito alla carica di premier) è molto istituzionale: il suo leader si è limitato a esprimere la propria “profonda costernazione”. Tra i dispersi, peraltro, i popolari contano una esponente di spicco: la ex ministra del Lavoro, Fatima Banez. Una fonte vicina ai popolari, ascoltata di prima mano a Madridrileva che, più della liberalizzazione, a monte delle due tragedie ferroviarie in meno di un anno ci sarebbe una gestione per la quale la sicurezza non rappresenterebbe la priorità, considerato che sotto il governo di Sanchez l’Adif (l’impresa pubblica che gestisce la rete ferroviaria) sarebbe stata compromessa in affari di corruzione. Più esplicita la destra di Vox. Il partito di Santiago Abascal non difende la liberalizzazione (per aver permesso l’ingresso di imprese straniere in Spagna), ritiene che l’incidente rappresenti un altro segnale del “deterioramento delle infrastrutture e della immagine delle istituzioni” finendo per incidere, in sostanza, sui rapporti tra popolo e istituzioni. Apparentemente in linea, per paradosso, con l’editoriale del quotidiano di sinistra ‘El Pais’, dove si rileva che questa “inaccettabile catastrofe” rappresenti “un colpo alla fiducia dei cittadini nello Stato”.


di Pietro Romano