lunedì 26 ottobre 2026
Luiz Inácio Lula da Silva è stato eletto per la quarta volta alla guida del Brasile. Ha vinto di misura conquistando il 51,74 per cento (64.256.232 di voti), contro il 48,2 per cento (59.826.041 di voti) di Flávio Bolsonaro, primogenito dell’ex presidente Jair, con uno scarto di 4.430.191 di voti. Le posizioni, rispetto al primo turno, sono state ribaltate: l’esponente della destra aveva ottenuto il 47,03 per cento dei voti, contro il 45,16 per cento del leader progressista e presidente uscente. In tre settimane, grazie a una mobilitazione popolare nelle strade come in Rete – fondamentale il contributo del suo “esercito” online – Lula è riuscito a recuperare una situazione che sembrava assolutamente proibitiva: la notte del primo turno era indietro di circa due milioni di voti rispetto al suo avversario, consapevole di avere la vittoria in tasca anche perché convinto di incassare i nove milioni di voti dei candidati esclusi, tutti di centrodestra. Ma anche stavolta, l’anziano leader (che compie 81 anni domani), come quattro anni fa con Jair, ha battuto un altro Bolsonaro. “Ringrazio la generosità dei giovani brasiliani che si sono battuti a difesa della democrazia”, ha detto a caldo Lula, in una San Paolo già in festa. Tuttavia, Flávio ha contestato il voto chiedendo formalmente l’annullamento delle elezioni, dopo che anche Donald Trump aveva messo in dubbio la regolarità dello spoglio. Poco prima, il presidente statunitense aveva contestato il risultato. “Hanno semplicemente applicato il manuale di Joe Biden in Brasile”, ha detto. “Bolsonaro aveva un grande vantaggio al primo turno ed era il chiaro favorito per vincere il secondo. Ma i comunisti non cedono il potere una volta che lo ottengono”. Come ha scritto il Corriere della Sera, subito dopo il discorso di Lula, ha parlato da Brasilia anche Flávio, che ha contestato la decisione di Cristiano Zanin, giudice del Tribunale elettorale, di prolungare l’apertura dei seggi di due ore. Fatto mai avvenuto prima d’ora in Brasile. Per Flávio, “è impossibile riconoscere il risultato di questo voto in queste condizioni. Chiederò l’annullamento del voto. Per la prima volta nella storia del Brasile un giudice ha allungato le operazioni di voto, ha cambiato le regole in corso”.

Intanto, i presidenti della Camera dei deputati e del Senato del Brasile, Hugo Motta e David Alcolumbre hanno riconosciuto la vittoria di Lula e lanciato un appello all’unità e alla riconciliazione nel Paese dopo una campagna elettorale estremamente polarizzata. Oltre a congratularsi con Lula, Motta ha elogiato il processo elettorale, definendolo meritevole di riconoscimento per la sicurezza e la rapidità dello scrutinio. Ha quindi ribadito l’impegno della Camera a continuare a lavorare per il Paese. Dal canto suo, Alcolumbre ha sottolineato la necessità di superare le divisioni. “Un Paese diviso non fa bene al popolo brasiliano né alle istituzioni repubblicane”, ha dichiarato, invitando a considerare concluso il confronto elettorale, indipendentemente dall’intensità del dibattito. Lula, ha concluso, avrà la grande responsabilità di unire e pacificare il Brasile. Il presidente del Tribunale superiore elettorale del Brasile (Tse), Kassio Nunes Marques, ha confermato la vittoria di Luiz Inacio Lula da Silva alle elezioni presidenziali, affermando che sarà il 40° presidente della Repubblica. “Abbiamo piena sicurezza sull’intero processo elettorale”, ha dichiarato nella serata di domenica, escludendo che la decisione di prorogare l’orario di voto di due ore, disposto dalla Corte suprema, possa modificare il risultato. La misura, ha spiegato, ha creato difficoltà perché adottata dopo l’orario inizialmente fissato, ma sono state prese le misure necessarie per attuarla. Nunes Marques ha riferito di aver telefonato a entrambi i candidati al termine dello scrutinio. A Lula ha rivolto il riconoscimento della giustizia elettorale per la partecipazione al processo democratico e la vittoria alle urne. Al candidato sconfitto, Flávio Bolsonaro, ha rivolto le congratulazioni per la campagna e per il risultato ottenuto al suo primo tentativo di conquistare la presidenza.
I commenti internazionali non si sono fatti attendere. I capi di stato di Perù e Bolivia, Keiko Fujimori e Rodrigo Paz, e il Governo dell’Ecuador, si sono congratulati con Lula per la rielezione alla guida del Brasile, sottolineando l’importanza della cooperazione e dei rapporti tra i Paesi. Fujimori ha rivolto un saluto al popolo brasiliano per la “giornata democratica”, ribadendo la volontà di rafforzare l’alleanza strategica, l’integrazione e la cooperazione tra i due Paesi. In vista del bicentenario delle relazioni diplomatiche, la presidente ha inoltre indicato tra le priorità lo sviluppo sostenibile dell’Amazzonia condivisa, a beneficio di entrambe le popolazioni. Anche Paz si è congratulato con Lula per la vittoria, ricordando i legami tra Bolivia e Brasile, “Paesi vicini e fratelli, uniti da una storia e da sfide comuni”. Il presidente boliviano ha ribadito l’impegno a rafforzare le relazioni bilaterali e creare maggiori opportunità per le rispettive nazioni. L’Ecuador ha infine espresso le proprie congratulazioni a Lula in una nota del Ministero degli Esteri in cui è stata ribadita “la volontà di continuare a rafforzare i legami di amicizia, dialogo e cooperazione bilaterale, a beneficio dello sviluppo e del benessere dei due popoli”. Il segretario generale dell’Organizzazione degli Stati americani (Osa), Albert Ramdin, si è congratulato con Lula per la rielezione alla guida del Brasile e con il popolo brasiliano per l’aumento della partecipazione al voto nel secondo turno delle elezioni presidenziali. In un messaggio su X, Ramdin ha definito la maggiore affluenza alle urne “una dimostrazione dell’impegno dei cittadini verso il dovere civico, la convivenza pacifica e i valori democratici”. Dopo la rielezione di Lula, ha aggiunto, l’Osa “continuerà a lavorare con il Governo brasiliano per promuovere un’agenda comune a livello continentale, orientata alla pace e alla prosperità”. Ramdin ha inoltre anticipato che il rapporto preliminare della missione di osservazione elettorale dell’organizzazione sul secondo turno in Brasile indicherà possibili margini di miglioramento per i processi elettorali del Paese.
Il primo ministro canadese Mark Carney ha salutato la rielezione del presidente Lula per un quarto mandato, sottolineando che le relazioni bilaterali col Brasile sono “fiorite” sotto la presidenza di Lula. “Cogliamo questa opportunità per rafforzarle ulteriormente, insieme”, ha dichiarato il leader. Anche Narendra Modi ha espresso le sue “più vive congratulazioni al mio caro amico, il presidente Lula, per la sua straordinaria vittoria elettorale”. Lo ha scritto su X il primo ministro indiano. “Non vedo l’ora di lavorare a stretto contatto con lui per approfondire ed espandere ulteriormente il multiforme partenariato strategico tra India e Brasile. Insieme, continueremo a rafforzare la nostra cooperazione in svariati settori, a promuovere le priorità condivise del Sud globale e a impegnarci per un mondo più inclusivo, equo e sostenibile”. La Cina si è congratulata con il presidente brasiliano Lula per la sua rielezione, dichiarandosi pronta a proseguire la collaborazione. “La Cina ha preso atto dell’annuncio del Tribunale superiore elettorale del Brasile, secondo cui il presidente Lula ha vinto il ballottaggio delle elezioni generali brasiliane, ed esprime le proprie congratulazioni”, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Guo Jiakun durante un consueto briefing, aggiungendo che Pechino è “disposta a collaborare con il Brasile per continuare a promuovere la costruzione di una comunità sino-brasiliana dal futuro condiviso”. Per Ursula von der Leyen, “in Brasile hanno vinto la democrazia e il multilateralismo”. Lo ha scritto su X la presidente della Commissione Ue. “Il partenariato tra l’Europa e il Brasile è fiorente. Resteremo al vostro fianco negli anni a venire. Insieme continueremo a lavorare a stretto contatto per un commercio libero e aperto. Per un ordine globale basato su regole. E per ambiziosi obiettivi in ambito climatico”.
di Ugo Elfer