La colpa del disordine: il disonore dei senior

lunedì 26 ottobre 2026


Cercasi scuse valide per i casseur figli di immigrati di questo nostro scassatissimo Vecchio Continente. Ricchi di violenza e poverissimi di idee, questi giovanissimi cercano il riscatto della loro anonimia attraverso le gesta dei primi barbari, quando seppero solo devastare le civiltà più avanzate di loro. Qual è la molla che li agita: l’invidia, la gelosia, la follia? Chi può davvero dirlo? Con ogni probabilità, si tratta di un mix di questi tre ingredienti della marginalità. La cosa curiosa è che tutti chiedono qualcosa, o molto di più allo Stato, come se bastassero gli interventi pubblici a supplire la mancanza di motivazione negli studi. Questo perché ormai tutti sanno che solo insegnamenti di grande qualità e iper-selettivi possono garantire un lavoro decente, a quei giovani che fanno il loro primo ingresso nel mondo del lavoro. Ma davvero sappiamo solo fare terrorismo, a proposito dell’invasione dell’AI (Artificial Intelligence, nell’acronimo inglese) nel nostro quotidiano, e invece non riusciamo a dire cose semplicissime sulla rivoluzione praticamente gratuita di cui potrebbero beneficiare i nostri insegnamenti superiori nei licei e università? Perché ancora spendere miliardi a carico dei bilanci sempre più ristretti delle famiglie, per acquisire copie cartacee, quando oggi è possibile dotare “tutti” gli studenti di ogni ordine e grado di dispositivi digitali, mettendo a loro disposizione per studi medi e universitari a ogni livello milioni di copie non cartacee di libri di testo e di perfezionamento, sfruttando in classe e in remoto gli strumenti della multimedialità, come megaschermi interattivi digitali?

Quanto costerebbero corsi ed esercitazioni offline, con verifiche a distanza o in presenza a fine corso, e ogni tipo di tutoraggio online (e questo sarebbe il vero mercato per la selezione della qualità e della professionalità del corpo docente!), da pagare attraverso crediti anticipati agli studi, che verranno poi restituiti dagli interessati, non appena i giovani beneficiari godranno di un reddito da lavoro o da libera impresa? Insomma, lo Stato smetta di inseguire i sindacati di categoria, che fanno milioni di ore di sciopero per creare occupazione del tutto inutile, visto il crollo del tasso delle nascite in Italia e in Europa. Al contrario, addestriamo le AI a fare tutoraggio a tutto campo e attivo 24 ore tutti i giorni, in modo che i nostri studenti siano in grado di avere a loro fianco e a richiesta un insegnante personalizzato virtuale in ogni momento della loro giornata. È facile fare in modo che l’avatar AI del docente ideale si evolva e si adatti a ogni singolo caso individuale, grazie a un’attenta ed evoluta profilazione della personalità dello studente. Anche perché gli algoritmi, grazie agli enormi progressi della multimedialità e dell’Algoworld, sono in grado di modulare e rendere fruibili al massimo i singoli insegnamenti, creando come un vestito su misura un numero straordinario di soluzioni e di approssimazioni successive da fare indossare al singolo allievo, per la sua migliore comprensione possibile delle singole materie. Perché è una vile menzogna dire e ridire che solo le famiglie benestanti possono garantire ai loro figli un’adeguata formazione mandandoli a studiare all’estero! Perché, poi? Lo sappiamo o no, che oggi pc e laptop sono così potenti da poter ospitare applicativi che supportino i migliori corsi del mondo, comprese esercitazioni pratiche e sostegno didattico attivo dell’AI specializzata, come insegnante e assistente digitale per tutti gli anni degli studi, facilitando enormemente il compito dei professori ex cathedra?

Quanto costerebbero a ogni livello di difficoltà questi moduli didattici acquistati con finanziamenti pubblici, se ci fosse una piattaforma nazionale/europea a soddisfare tutte le esigenze di studi qualificati e di base, per tutto il tempo necessario? Perché non lo si dice e non lo si fa, investendo appena qualche miliardo di euro in siffatte piattaforme basate su AI specializzate, queste sì veramente democratiche, in quanto chiunque lo voglia può iscriversi e ottenere sia gli insegnamenti i più qualificati, sia le copie che gli necessitano di libri di testo nella versione digitale, che altrimenti avrebbero costi elevati per loro e le famiglie, comprese le spese di mantenimento per i fuori sede? Non lo si fa, forse, perché altrimenti crollerebbe tutta un’economia degli affitti, delle spese e dei consumi di soggiorno, basata sullo sfruttamento degli studenti e dei loro redditi familiari? Ci rendiamo conto che le “ripetizioni” e l’assistenza scolastica attiva basate sull’AI, e stando comodamente a casa propria, costerebbero una trascurabile frazione di quanto oggi viene richiesto alle famiglie per sostenere fuori sede gli studi dei propri figli? Scuole e università, invece di essere ancora incatenate ai modelli ottocenteschi di didattica, dovrebbero fare un enorme salto di qualità, grazie agli strumenti digitali oggi disponibili a bassissimo prezzo sul mercato, per creare spazi di co-working con l’assistenza fisica di docenti, collegando gruppi di studenti e loro classi dislocate ovunque nei territori, in modo da attivare in permanenza quel meccanismo salutare di benchmarking, per cui si copia da chi fa meglio.

Guardiamo bene a chi amministra l’inganno, togliendo modernità ed economicità ai corsi di studi a tutti i livelli! Troppi interessi clientelari si sostengono a vicenda, per impedire di fare chiarezza sui costi reali dell’insegnamento, che oggi non vanno a beneficio di chi studia, ma delle varie lobby di settore. Invece di spaccare le vetrine, sarebbe bene che lo scontento delle giovani generazioni trovasse la soluzione ideale proprio in quei cellulari, oggi utilizzati per una messaggistica e immagini istantanee del tutto volatili, utilizzandoli per lezioni ed esercitazioni a distanza in ogni momento della giornata a loro scelta, impartiti da insegnanti virtuali che non soffrono né di simpatie, né di antipatie, ma che siano semplicemente orientati a soddisfare bisogni reali di conoscenza e accudimento didattico costante dei loro utenti. Cari ragazzi, non lasciatevi imbrogliare: provate a chiedere quanto sopra ai poteri pubblici, e mettete nell’angolo quelli che non fanno i vostri interessi!


di Maurizio Guaitoli