Serbia, gli studenti vincono le elezioni: Vučić ammette la sconfitta

lunedì 26 ottobre 2026


La Lista studentesca ha trionfato in Serbia. Con la vittoria sul presidente uscente filorusso Aleksandar Vučić, i giovani aprono una nuova stagione politica. È stato lo stesso Vučić ad ammettere la sconfitta. Secondo i risultati ancora provvisori ma che difficilmente potranno cambiare in modo sostanziale, gli studenti hanno ottenuto il 52 per cento dei voti, che conferirebbero 138 dei 250 seggi del Parlamento nazionale contro il 39 per cento ottenuto dalla lista Serbia unita di Vučić, che avrebbe così 104 seggi. Nessun’altra coalizione in lizza, secondo le proiezioni, ha passato la soglia del 3 per cento, se non i piccoli partiti delle minoranze etniche, che non vi sono soggetti. Con una mossa a sorpresa, proprio Vučić è stato il primo ad apparire in diretta tivù su Rts per annunciare che aveva “perso le elezioni”, dopo che la sua annunciata apparizione in diretta aveva fatto temere che intendesse comunicare invece la propria vittoria. Vučić, con espressione mesta ma composta, ha detto che gli studenti hanno condotto una campagna elettorale “scorretta e piena di menzogne” e che non farà nessuno sconto dall’opposizione, ma ha riconosciuto “la vittoria degli studenti”. In rappresentanza di questi ultimi, il candidato Radomir Sajčić ha detto su Rts che “la Serbia finalmente ha preso il suo destino in mano, con un risultato che premia quasi due anni di lotta”.

Il primo della lista studentesca, il cardiologo Ilija Srdjanović, ha precisato che il suo Paese ha “voltato la faccia ad un tiranno: Andiamo verso una Serbia migliore”. A premiare gli studenti un’affluenza record, che ha sfiorato il 70 per cento, un dato che non si vedeva da almeno trent’anni e che i commentatori già da tempo prevedevano, sostenendo che avrebbe favorito gli studenti. La festa è esplosa mentre, a urne già chiuse, cresceva un clima di tensione nel centro di Belgrado, con ingenti schieramenti di polizia e la temuta presenza di provocatori. Si è trattato di elezioni che l’ex presidente, dimessosi in settembre per raccogliere la sfida studentesca alla testa della lista Serbia Unita, sentiva di poter perdere. Tradendo nervosismo con le dichiarazioni degli ultimi mesi, nelle quali ha insistito nel definire gli studenti “distruttori” e “inaffidabili”, “manovrati da potenze straniere” nemiche della Serbia. Lunghissime le file ai seggi ben prima dell’apertura alle 7 del mattino. Gli studenti hanno consigliato i loro elettori di votare presto, mentre da subito è apparsa alta la tensione, palpabile anche nelle strade, legata alla paura che brogli, irregolarità e manipolazioni potessero inficiare una prova elettorale alla quale guardano l’Europa, l’America e anche la Russia.

I pronostici della vigilia, a seconda dell’orientamento dei sondaggisti, davano alternativamente avanti Serbia unita o la Lista studentesca, che si è preparata meticolosamente alla prova elettorale anche addestrando oltre 16mila rappresentanti di lista e 60mila controllori fuori dai seggi, che hanno affiancato gli oltre 16mila osservatori, fra internazionali e nazionali, presenti sul territorio, fra cui delegazioni dell’Osce, dell’Odihr, del Consiglio d’Europa e del Parlamento europeo. In Serbia non sono ammessi exit poll. Le prime proiezioni molte ore dopo la chiusura dei seggi fornite da alcune delle associazioni e istituti demoscopici che seguono il voto, come CeSid/Ipsos Serbia e Crta, prima che la Commissione elettorale nazionale (Rik) dia i primi risultati concreti, quando i dati dai seggi iniziano ad affluire ai suoi centri di raccolta dati, unendosi ai voti potenziali dei circa 100mila serbi che votano all’estero e alle centinaia di voti potenziali di serbo-bosniaci residenti nella Bosnia-Erzegovina che hanno ricevuto doppia cittadinanza.

Il plauso alla Lista studentesca serba arriva anche dall’estero. “È incoraggiante constatare l’affluenza record registrata in Serbia. Siamo grati ai membri del Parlamento europeo e a tutta la delegazione presente sul posto per aver osservato le elezioni”. Lo ha scritto in un tweet la presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola, che ha ribadito poi l’impegno del Parlamento europeo a “sostenere il processo di riforma della Serbia nel suo percorso verso l’Europa”. Alain Berset, segretario generale del Consiglio d’Europa, si è congratulato con gli studenti serbi per la loro vittoria alle elezioni parlamentari, indicando che l’organizzazione, di cui la Serbia è uno Stato membro, “è lieta che l’ex presidente Vucic abbia accettato il risultato e si sia impegnato a garantire una transizione democratica pacifica. Il Consiglio d’Europa è pronto a collaborare con la leadership serba democraticamente eletta per rafforzare i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto”, ha affermato Berset. “La vostra perseveranza, energia e impegno nei confronti dei principi europei e del futuro della Serbia vi hanno portato fin qui. Potete contare sul nostro sostegno”, ha detto il segretario generale. Anche Peter Magyar ha espresso la propria soddisfazione. “Di sicuro non ero l’unico a provare un po’ di nostalgia quando ieri sera ho visto quelle immagini provenienti dalla Serbia, vero? È significativo che il “Budapest Express” abbia raggiunto Belgrado in ambito politico prima ancora di arrivarci sui binari.” Lo ha scritto su X il premier ungherese rilanciando le immagini della vittoria della Lista degli studenti in Serbia. Per Friedrich Merz “le elezioni in Serbia hanno un risultato chiaro. Ci congratuliamo con la Lista degli studenti!”. Lo ha scritto il cancelliere tedesco sui social. “Con la sua spinta per lo stato di diritto, il contrasto alla corruzione e le libertà di base ha raggiunto la gente. Sosterremo con impegno il percorso europeo della Serbia”.

Anche Volodymyr Zelensky si è congratulato con gli studenti serbi. Lo loro vittoria segna “una nuova pagina nella storia del Paese e del suo popolo”. Lo ha scritto sui social il presidente ucraino, augurando al Paese balcanico “successo, un reale sviluppo e relazioni cordiali con la comunità europea. Dall’Ucraina, ringraziamo la Serbia per il rispetto dimostrato verso il nostro popolo, il nostro Stato e la nostra indipendenza. Ci rallegriamo sempre per i traguardi che abbiamo raggiunto insieme: tutto ciò che rafforza le nostre società e crea nuove opportunità per le persone. Siamo pronti a continuare a espandere la nostra collaborazione; che tutte le buone speranze del popolo serbo possano realizzarsi!”. Mosca ha auspicato che la nuova forza politica che prenderà il potere in seguito alle elezioni in Serbia punti “in modo costruttivo verso un ulteriore sviluppo delle relazioni” con la Russia. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. “Da parte nostra, intendiamo continuare a contribuire in ogni modo possibile allo sviluppo delle relazioni con Belgrado, ma per ballare il tango bisogna essere in due”, ha affermato Peskov, citato dall’agenzia Interfax.


di Antonello Virgili