Il fantozziano Witkoff e l’umanitario Putin

venerdì 23 ottobre 2026


En Passant

In un filmato originale dell’incontro (“X” @ianbremmer, 21.10.26), l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff lusinga vis-à-vis il presidente Putin: “Parla tanto del mio presidente, il presidente Trump, come di un umanitario. Anche lei è un umanitario, signore, e le rendo omaggio per questo”.

“Davvero difficile da guardare”, è l’amaro commento dell’autorevole politologo Ian Bremmer. Davvero difficile da accettare, salvo che dai “putinieri” parteggianti per l’autocrate russo, che ha aggredito e invaso l’Ucraina, devastandola e martoriandola da oltre quattro anni. Il rappresentante del Presidente degli Stati Uniti siede di fronte al sanguinario responsabile della guerra e dell’uccisione di decine di migliaia di civili, donne, vecchi, bambini. E lo definisce un “umanitario”, un “compassionevole”. Lo elogia e ringrazia.

Il quadretto dell’incontro e la gerarchia dei protagonisti, è inevitabile, richiamano alla mente il nostro Fantozzi-Villaggio che, intimorito o angariato da chi stimasse superiore o pericoloso, nondimeno lo blandiva servilmente con il celebre tormentone “Com’è buono, Lei! Com’è umano, Lei!”

Fantozzi-Villaggio era un povero impiegatuccio che si umiliava per campare, mentre i miliardi non aiutano il riccone Witkoff a puntellare la schiena che piega ad arco prostrandosi a Mosca davanti al dittatore. La incurva pur rappresentando gli Stati Uniti d’America. Al cospetto del tiranno russo, l’americano Steve Witkoff, un inviato davvero speciale, con l’intento di propiziare il successo dell’ambasceria ha perso inutilmente la faccia sua e del mandante, perché, come notava Gregor von Rezzori, “Non c’è mezzo più sicuro di perdere la stima altrui che quando vuoi comprartela”.


di Pietro Di Muccio de Quattro