I belgi vendono F-16 agli ucraini ma li lasciano senza manutenzione

mercoledì 21 ottobre 2026


Tecnicamente, potrebbe trattarsi di un “pacco” alla De Crescenzo. A fine settembre Volodymyr Zelensky aveva annunciato un importante accordo con il Belgio. Bruxelles cederà 3 caccia F-16 all’aeronautica militare ucraina. il problema però, fa sapere il Wall Street Journal, è che se da una parte il governo belga dà, con l’altra toglie. Nel senso che per i 3 caccia che arriveranno a Kiev, ce ne sono molti altri che sono costretti a restare a terra, per mancanza di manutenzione.

Una delle difficoltà riguarda un fornitore che ha sede proprio in Belgio. Per la revisione degli aerei da guerra servirebbero normalmente 6 settimane, ma l’azienda responsabile, la Sabena Aerospace Engineering, ne potrebbe impiegare fino a 40, cioè più o meno 10 mesi. Quante cose possono succedere in 10 mesi? Gli F-16 svolgono hanno ruolo cruciale contro i droni russi.

Da diverse settimane, Mosca sta intensificando gli attacchi aerei contro Kiev e altre città ucraine. Solo nel mese di settembre, secondo il Wsj, i russi hanno attaccato l’Ucraina con circa 2.000 droni a reazione, contro i 350 del mese di giugno. Il ministro della difesa, Ievhenii Khmara, ha annunciato una nuova strategia di risposta: impedire ai nuovi droni a reazione russi di tipo Geran-5 di avvicinarsi anche solo a Kiev. Ma per riuscire nell’impresa gli F-16 sono fondamentali. Come è altrettanto fondamentale una rapida ed efficace manutenzione, di solito prevista dopo almeno 300 ore di volo.

La Sabena Aerospace Engineering ha strappato un contratto da 235,5 milioni di dollari e ora si trova gli occhi addosso. Il Wsj cita un “esperto occidentale”, secondo il quale metà della flotta ucraina di F-16 sarebbe attualmente ferma per manutenzione. Le forze armate di Kiev non hanno voluto commentare queste informazioni. Il ritardo, naturalmente, avrà conseguenze gravissime. Se le operazioni di manutenzione non verranno rapidamente accelerate, si fa notare, l’Ucraina potrebbe ritrovarsi senza F-16 disponibili entro la fine dell’anno.

Le debolezze della difesa aerea ucraina stanno raggiungendo un livello critico e la carenza di missili intercettori Patriot, evidentemente, non è l’unico problema. Tuttavia, le forniture di armi statunitensi all’Ucraina tramite il meccanismo Purl proseguono, secondo quanto dichiarato da un funzionario anonimo della Nato a European Pravda, senza però scendere nei dettagli. Il Purl (Prioritised Ukraine Requirements List, Elenco delle esigenze prioritarie dell’Ucraina) è un meccanismo con cui gli alleati della Nato finanziano l’acquisto di armi e munizioni statunitensi destinate a soddisfare le esigenze prioritarie dell’Ucraina. Secondo il Kyiv Independent, che cita due funzionari ucraini, Washington ha tuttavia minacciato di sospendere tali forniture e la condivisione di informazioni di intelligence per costringere Kiev a cessare gli attacchi contro le infrastrutture energetiche russe durante il cessate il fuoco annunciato da Donald Trump.

Se Kiev e Washington litigano, anche e soprattutto per il caso Starlink e le sue conseguenze sulla controffensiva ucraina ai droni russi, Parigi e Berlino hanno già separato i letti da un pezzo. Dopo essersi ritirati, 4 mesi fa, dallo Scaf, il sistema di combattimento aereo del futuro (lanciato nel 2017 da Emmanuel Macron e Angela Merkel, per consentire a Francia, Germania e Spagna di sviluppare un aereo da combattimento di nuova generazione destinato a sostituire il Rafale e l’Eurofighter), i tedeschi hanno deciso di abbandonare un altro progetto con i francesi, quello sul futuro carro armato da combattimento, come annunciato dal Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, generale Fabien Mandon.

Per la stampa transalpina, è “un nuovo, grave contraccolpo per la cooperazione militare franco-tedesca”. Ma il generale ha provato a minimizzare. “Non è un fallimento totale, si tratta di una scelta importante da parte tedesca. I nostri eserciti hanno lavorato insieme per diversi anni per definire le caratteristiche che avrebbe dovuto avere un futuro carro armato da combattimento”, ha spiegato nel corso di un’audizione all’Assemblea Nazionale. “I principi fondamentali del carro armato sono stati approvati; non è stato un lavoro vano”, ha affermato il Capo di Stato Maggiore, cercando di rassicurare gli interlocutori, pur riconoscendo che “non è una buona notizia sul piano industriale”. Il programma Mgcs è stato lanciato nel 2017 da Francia e Germania, con l’obiettivo di sostituire i carri armati francesi Leclerc e quelli tedeschi Leopard 2. L’ingresso di Rheinmetall nel progetto Mgcs, avvenuto nel 2019, ha alterato gli equilibri iniziali e da allora il progetto ha subito rallentamenti a causa di tensioni industriali e politiche tra Francia e Germania. Che riguardavano in particolare la ripartizione dei compiti tra le aziende francesi e tedesche, il finanziamento del programma e le scelte tecnologiche. Le tempistiche si sono progressivamente allungate, e l’entrata in servizio non sembrava più ipotizzabile prima del 2045.


di Pierpaolo Arzilla