Consiglio d’Europa: “I beni russi per risarcire l’Ucraina”

giovedì 1 ottobre 2026


Risarcire l’Ucraina con i beni congelati dello Stato russo. È questa la proposta dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, approvata oggi quasi all’unanimità. La somma da destinare a Kiev, secondo due sentenze della Corte europea dei diritti umani, potrebbe ammontare a miliardi di euro. I parlamentari del Consiglio hanno evidenziato che la Cedu ha trovato Mosca colpevole di gravi violazioni dei diritti umani, causate dalla sua guerra di aggressione. L’assemblea sostiene quindi che la destinazione dei beni dello Stato russo al pagamento di risarcimenti all’Ucraina nei casi relativi alla guerra “costituirebbe una contromisura legittima ai sensi del diritto internazionale”.

Il coraggio dei combattenti ucraini, che continuano imperterriti a proteggere il proprio Paese, è un “esempio per tutti noi”, ha detto un portavoce della Commissione europea in conferenza stampa. Ricordando il Defenders Day in Ucraina, il portavoce ha aggiunto che l’Ue continuerà a rendere “omaggio a chi ha perso la vita. L’Ue continuerà a sostenere l’Ucraina”. Volodymyr Zelensky, per onorare la ricorrenza, ha visitato le truppe in prima linea nei pressi di Lyman. La città dell’est, contesa con la Russia, è il centro da cui è partita una controffensiva verso le forze russe. “Oggi ho incontrato qui i soldati impegnati in missioni nel settore di Lyman e ho consegnato loro delle onorificenze statali”, ha scritto il capo di Kiev sui suoi canali social. Il presidente ha anche postato un video che lo ritrae in un posto di comando.

All’indomani delle minacce “nucleari” del Cremlino, l’Unione europea ha ribadito la sua posizione sulla guerra di aggressione della Russia. Riguardo al botta e risposta tra Russia e Nato, il portavoce della Commissione Ue Christian Wigand ha ribadito come l’Unione sia dalla parte dell’Alleanza. “La Nato ha reagito chiaramente e noi accogliamo con favore tale reazione. Naturalmente condanniamo la retorica nucleare irresponsabile della Russia. Non cadremo nella trappola russa e non amplificheremo le tattiche di Mosca basate su intimidazione e allarmismo”, ha spiegato Wigand nel consueto briefing con la stampa. Mark Rutte aveva precedentemente tranquillizzato gli alleati. “Non vi è alcuna minaccia imminente per il territorio della Nato”, ha detto ieri il segretario generale. “Se dovesse verificarsi un rafforzamento militare, lo noteremo e lo affronteremo”, ha aggiunto Rutte. E se dovesse accadere qualcos’altro, “lo affronteremo comunque, perché ci siamo preparati e addestrati proprio per questo”.

Secondo il segretario generale, la Russia sta facendo tanto rumore per nulla. “Calma, siamo più forti, andiamo avanti, continuiamo a investire e, soprattutto, assicuriamoci che l’Ucraina abbia ciò di cui ha bisogno per continuare a combattere”, ha chiosato Mark Rutte, ricordando che la Nato è un’alleanza difensiva.


di Zaccaria Trevi