La Rivoluzione del Leone e del Sole in Iran

lunedì 28 settembre 2026


Smettere di parlare dell’Iran è sacrilego, e non solo per i fatti di guerra. Bisogna tenere al centro del dibattito le vicende del popolo iraniano. Sono appena ricorsi 4 anni dalla tragica morte di Mahsa Amini, giovane donna a cui fu strappata la vita il 16 settembre 2022 dalla Repubblica Islamica dell’Iran, per via dell’ignominioso velo non indossato nel modo corretto. Quell’evento è uno spartiacque della recente storia della Persia, il quale ha dato vita al movimento Donna Vita Libertà: un’ennesima ondata di proteste repressa nel sangue.

Ma dal 2022 nulla si è fermato. Il regime, incapace di tenere il controllo, ha visto insorgere nuovamente a gennaio 2026 l’intera nazione. Dall’ondata di ripudio con Donna Vita Libertà è iniziata una rivoluzione su scala nazionale, nominata dagli stessi insorti la Rivoluzione del Leone e del Sole (antico simbolo persiano).

Tra le varie anime del popolo insorto si è stagliato il grido di Javid Shah, e la figura del principe Reza Pahlavi si fa sempre più centrale per l’Iran del futuro. Lui stesso chiamò all’insurrezione l'8 gennaio. Come ogni moto precedente questo è stato represso brutalmente, ma purtroppo su scala ben più apocalittica: tra l’8 ed il 9 gennaio è stata compiuta la mattanza di più di 40mila persone.

Il principe Reza Pahlavi è sempre più accreditato all’estero, e proprio il 19 di settembre ha presenziato ad un importante evento in Canada, il Cyrus The Great II, svoltosi al Meridian Hall di Toronto. Più di 3000 persone hanno partecipato. Non è mancato il solito intenso lavoro di networking del principe anche in quel contesto. Difatti ha visto la partecipazione e l’endorsement dello stesso Pierre Poilievre.

Il popolo iraniano ha trovato in lui una guida, ma è importante che l’establishment occidentale si fidi di lui come garanzia di una transizione ordinata, laddove il timore di tutti è che l’Iran, senza gli Ayatollah, possa diventare una polveriera ben peggiore per i prossimi decenni.

Nel mentre, quello stesso giorno in tutto il mondo gli Iraniani hanno commemorato la loro giovane connazionale assassinata, Mahsa Amini. Il 19 di settembre a Firenze varie associazioni iraniane si sono riunite, tra le quali l’associazione Donna Vita Libertà e il Lion & Sun Front - Italy. La partecipazione è stata ingente e sentita dagli iraniani residenti in Italia e da tutta Italia accorsi. Oltretutto personalità politiche hanno partecipato, quali il senatore Marco Lombardo di Azione.

L’appartenenza politica dinnanzi a tali eventi, in appoggio ad un popolo che brama la libertà, è irrilevante. Si spera che venga lodato da destra a sinistra e che tutti si uniscano sulla libertà per l’Iran. Ma purtroppo i soliti noti, spesso a sinistra (ma non solo), remano contro. Purtroppo, i media italiani, amanti del pettegolezzo politico settimanale, hanno fatto mancare la loro copertura dell’evento. Ebbene, è importante seguire la questione, e se gli Italiani hanno qualche dubbio su quale parte prendere, ascoltino gli iraniani e la loro volontà.

Sia chiaro, l’Iran è un luogo meraviglioso e complesso da capire, ed il regime ha ancora qualche sostenitore; pochi in termini relativi, ma essendo 90 milioni di abitanti, sono molti in termini assoluti. In ogni caso prestare ascolto a chi dall’Iran viene è sicuramente più formativo che affidarsi al bonzo di turno o peggio, alla propaganda del regime. Si sappia che qualsiasi foto, dato o filmato che esca da canali ufficiali (non OSINT), è un manufatto quasi sicuramente filtrato dal regime.


di Rodolfo Filesi