007 inglesi sventano una rete di cyberspionaggio iraniana

mercoledì 16 settembre 2026


Un piano per colpire attivisti, dissidenti e giornalisti. Gli 007 inglesi avrebbero scoperto una rete di hacker iraniani pronti colpire chiunque sia sgradito a Teheran in ogni Paese, città e quartiere. Il piano svelato dall’intelligence britannica sarebbe basato sulla diffusione di spyware – un tipo di software dannoso che si installa di nascosto su un dispositivo per raccogliere informazioni personali e monitorare le attività dell’utente senza il suo consenso – in grado di sottrarre dati sensibili, tra cui la localizzazione dei bersagli.

Come spiegano diversi media d’oltremanica, l’indagine del National cyber security centre dell’agenzia di spionaggio e controspionaggio digitale del Regno Unito (Gchq) è stata svolta in cooperazione con gli agenti segreti dei servizi di Paesi alleati, tra cui Stati Uniti (Fbi) e Paesi Bassi. L’approccio degli hacker iraniani potrebbe sorprendere per la sua semplicità: i cyber criminali hanno finto di essere contatti noti alle vittime, raggiungendole attraverso applicazioni di messaggistica come WhatsApp e Telegram. Dopo qualche giorno, gli hacker hanno introdotto lo spyware denominato “Chosen Brick” sui dispositivi della vittime. Il programma consente di sottrarre una serie di informazioni, sulle email, sui messaggi dei social media e sui contatti, ha precisato il National cyber security centre (Ncsc). Lo spyware permette inoltre di carpire il contenuto dello schermo e attivare il microfono del dispositivo compromesso.

I dettagli di questa campagna informatica rivelano “come l’Iran utilizzi senza scrupoli la sorveglianza digitale per reprimere i critici del regime”, ha dichiarato Paul Chichester, direttore delle operazioni dell’Ncsc. Per evitare il furto di “email, messaggi e l’accesso ai dispositivi”, il direttore ha invitato i soggetti a rischio a seguire le indicazioni di sicurezza dell’Agenzia. Il governo britannico, inoltre, ha ribadito che non tollererà tentativi di intimidazione o sorveglianza transnazionale nei confronti di individui nel Regno Unito. L’Fbi ha pubblicato un’analisi tecnica approfondita dello spyware. L’operazione arriva dopo che Londra aveva già accusato Teheran di condurre attività di repressione contro oppositori rifugiati all’estero, ricorrendo sia a strumenti digitali sia, in alcuni casi, a tentativi di sorveglianza fisica.


di Zaccaria Trevi