Vance “vede” le presidenziali e la Camera vota contro la guerra in Iran

mercoledì 16 settembre 2026


Prima il briefing alla Casa Bianca, poi il discorso alla Convention di Dallas: la striscia positiva di interventi di J.D. Vance continua. Tant’è che secondo un sondaggio di YouGov e Bowling Green State University è avanti nei sondaggi fra i candidati repubblicani per le primarie del 2028. Secondo i due istituti il vicepresidente ha il 44 per cento delle preferenze contro il 21 per cento del segretario di Stato americano Marco Rubio e dell’8 per cento di Donald Trump Jr. C’è stato un momento in cui sembrava che Donald Trump preferisse Rubio come suo successore, ma negli ultimi mesi Vance ha guadagnato terreno. Tra i Democratici invece regna l’incertezza. Il partito è, in un certo senso, “diviso” dalla contrapposizione tra dem tradizionali e i Democratic socialists of America di Alexandria Ocasio-Cortez e Zohran Mamdani. Aoc ha il 14 per cento delle preferenze, assieme a Gavin Newsom; Kamala Harris il 17 per cento dei consensi e Pete Buttigieg – segretario dei Trasporti dell’amministrazione Biden – è al 16 per cento.

Mancano poco meno di due mesi alle elezioni di metà mandato (midterm) e Vance si è buttato a capofitto nella campagna elettorale del Grand old Party. E chissà se tutta questa pratica, interviste e discorsi, non possano far comodo per le prossime primarie in vista delle Presidenziali del 2028. In una conferenza organizzata da All-In Podcast, il vice di Trump ha parlato delle alleanze degli Stati Uniti con la Nato e Israele. “Abbiamo molte partnership importanti” nell’Alleanza atlantica, ha ammesso Vance, ma questo “non significa che renderemo completamente la nostra politica estera europea asservita alla Nato, così come non possiamo permettere che la nostra politica estera in Medio Oriente sia asservita allo Stato di Israele”. Le dichiarazioni del vicepresidente Usa sono state riprese dal Times of Israel. “Collaboreremo con le persone quando sarà necessario, saremo in disaccordo quando non lo saremo. E perseguiremo gli interessi dell’America. Questo è l’unico modo per avere una politica estera razionale”, ha aggiunto Vance.

La Camera, nel frattempo, ha approvato il terzo provvedimento – una misura simbolica – che impone al presidente di richiedere l’autorizzazione al Congresso per continuare la guerra in Iran. Il Senato, a 49 giorni dalle elezioni di midterm, non ha ancora preso in considerazione né questo provvedimento né quello precedente, approvato a luglio. Per il tycoon piove sempre sul bagnato, con la Cbs che ha pubblicato le immagini dei danni subiti dalle postazioni Usa in Medio Oriente a seguito degli attacchi iraniani. Queste foto sono state scattate da militari in servizio rimasti anonimi. “Si tratta di danni ingenti alle nostre basi, di cui l’opinione pubblica americana non è stata informata”, ha detto un militare alla Cbs. “Non si tratta di singoli elementi che riescono a passare”, ha aggiunto facendo riferimento a un’espressione del segretario alla Difesa Pete Hegseth “Non stiamo difendendo queste basi. Stiamo solo a guardare mentre vengono distrutte”. Come nell’attacco iraniano del 1 marzo al porto di Shuaiba, in Kuwait, dove sono morti sei soldati statunitensi. Il Pentagono non ha risposto a una richiesta di commento della Cbs.


di Eugenio Vittorio