Un drone in Lituania abbattuto da caccia italiani

martedì 15 settembre 2026


Ieri sera due caccia italiani Eurofighter Typhoon F-2000 della task force Nato Air Baltic Thunder III hanno abbattuto un drone sui cieli della Lituania. Gli equipaggi italiani hanno intercettato e neutralizzato il velivolo senza pilota, nel rispetto delle procedute dell’Alleanza atlantica. È stato il Ministero della Difesa a specificare la provenienza dei due caccia. Il dicastero ha aggiunto che è solo la seconda volta nell’arco di un mese che i caccia italiani vengono coinvolti in un’operazione di questo tipo. Secondo il ministro Guido Crosetto, il drone sarebbe di provenienza russa. Si attendono, comunque, gli accertamenti della Lituania e della Nato.

“I nostri più sinceri ringraziamenti vanno agli alleati, la cui presenza contribuisce a proteggere i nostri cieli e a rafforzare la nostra sicurezza”, ha scritto su X il ministro degli Esteri lituano, Kestutis Budrys. Secondo l’emittente nazionale Lrt, il drone abbattuto sarebbe precipitato in una campagna a Pratkunai, vicino al lago di Kaunas, nella parte continentale del Paese. Non è la prima volta che l’ex repubblica sovietica ha registrato un’intrusione nel suo territorio. Il 19 maggio scorso un caccia della Nato ha abbattuto un drone ucraino sopra l’Estonia: è stata la prima intercettazione di un drone straniero nei cieli di uno Stato baltico da parte della polizia aerea Nato dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina nel 2022. Secondo le difese europee, Mosca devia deliberatamente dalla loro traiettoria i droni ucraini diretti a colpire impianti industriali e terminal petroliferi nella regione del Golfo di Finlandia.

Stando ai dati preliminari del Centro nazionale di gestione delle crisi (Nhvc), il drone abbattuto in Lituania proveniva dalla vicina Bielorussia e si dirigeva verso ovest. Gli esperti lituani, in queste ore, stanno esaminando i componenti elettronici e del telaio del velivolo. Solo in questo modo si potrà confermare se quello abbattuto dai caccia italiani sia stato un drone d’attacco russo – uno Shahed/Geran, ad esempio – o un drone da ricognizione di Mosca o Minsk. “Bisogna vedere intanto da dove partiva il drone”, ha detto ai giornalisti il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani. Ancora non è stato precisato “se l’obiettivo era il Paese della Nato, un Paese europeo oppure se è stato solo deviato. Comunque, è importante che ci sia la vigilanza costante delle frontiere, far capire a chiunque che l’Europa e la Nato sono in grado di difendersi da qualsiasi tipo di attacco”, ha aggiunto il titolare della Farnesina rispondendo a una domanda a margine del forum annuale dell’Osservatorio Sud-Est Europa.


di Zaccaria Trevi