Ceuta, l’allarme dell’intelligence spagnola già dall’8 luglio

venerdì 11 settembre 2026


La pentola bolliva da almeno una ventina di giorni. Dall’8 luglio sono stati 18 gli avvisi d’allerta. Rischi “molto elevati” vengono poi segnalati dal 29. I servizi di intelligence spagnoli avevano allertato le autorità su una potenziale pressione migratoria su Ceuta.

Il governo ha pubblicato 40 documenti e rapporti sulla crisi nell’enclave marocchina del 30 e 31 luglio, in adempimento alla risoluzione approvata martedì dal Consiglio dei ministri, che rende accessibili al pubblico i fascicoli raccolti tra il 1° luglio e il 1° agosto dalla polizia nazionale, la guardia civil e dal Centro nacional de inteligencia (Cni). La ricerca permette agli utenti di navigare tra i documenti, effettuare ricerche ed esplorarli per autore, destinatario e argomenti principali.

L’analisi rivela almeno 18 avvisi o allerte in altrettanti documenti. Il primo è datato 8 luglio, in seguito alla sentenza della Corte suprema sulle espulsioni sommarie senza barriere fisiche. I messaggi si sono intensificati a partire dal 28 luglio, con ben 11 comunicazioni di questo tipo tra il 30 e il 31 luglio.

Il 29 luglio, il giorno prima dell’ingresso in massa a Ceuta, con un messaggio inviato alle 13.52, il Cni esprime la propria preoccupazione per gli appelli all’azione che circolavano sui social media per il giorno successivo, in cui 2 gruppi, per un totale di 180mila follower, caldeggiavano l’ipotesi di un “assalto via mare e via terra” a Ceuta per le 20 del 30 luglio, “approfittando della festività del Giorno del Trono” che avrebbe impegnato la polizia marocchina. Lo stesso giorno, in un’altra comunicazione tra Cni e la guardia civil, riporta la Rtve, si parla di “informazioni su un tentativo di incursione a nuoto e scavalcando la recinzione” per il 30, giorno della Festa del Trono. L’attenzione è su “diversi gruppi su Facebook e WhatsApp che incitano a queste incursioni”.

Fonti del Cni, fa sapere la tivù pubblica spagnola, hanno voluto chiarire dopo la declassificazione che, pur essendo a conoscenza delle informazioni rilevate sui social media, l’agenzia “non aveva previsto la portata e la natura di quanto accaduto il 30, trattandosi di un fenomeno insolito che non corrisponde alle crisi migratorie conosciute finora”. Le celebrazioni del Giorno del Trono e il potenziale “allentamento” dei controlli da parte delle forze di polizia marocchine sono menzionati anche in un altro documento, datato 28 luglio, il giorno prima del rapporto del Cni. Nell’avviso a diffusione interna il Centro nacional de inmigración y fronteras (Cenif) mette in guardia dalle ripercussioni della sentenza della Corte Suprema in materia di diritto dell’immigrazione e dal rimpatrio di chiunque raggiunga a nuoto la Spagna, affermando che sui social media si registrava un leggero aumento delle offerte di mute da sub per attraversare il confine, e che “i segnali osservati potrebbero essere un primo indicatore di un cambiamento di comportamento che dovrebbe essere monitorato”.

Il rapporto aggiunge che si tratta di una tendenza “emergente”, e che nuotare fino a Ceuta “è il metodo con il rischio e l’incidenza più elevati”. Il 29 luglio il Cenif emette un nuovo, decisivo avviso, in lettere maiuscole di “rischio molto elevato” su “giovani marocchini” che tenteranno di attraversare il confine a nuoto.

Fino a qui, la Spagna. Cosa sapeva il Marocco?

I documenti dimostrano che il Cni ha trasmesso ai servizi segreti marocchini il 29 luglio, con una “nota urgente”, i messaggi che avevano iniziato a circolare sui social media e nei gruppi di messaggistica, ma il ruolo che Rabat potrebbe aver giocato nell’intera crisi emerge da gran parte dell’analisi delle diverse fonti. Non ci sono accuse dirette da parte di alcuna agenzia, ma il Centro de inteligencia de las Fuerzas Armadas (Cifes), rileva la Rtve, in un rapporto datato 30 luglio, suggerisce che le autorità abbiano agito “con negligenza o passività”. Considera questa ipotesi “altamente probabile”, pur non incoraggiando attivamente l’ondata migratoria, e ipotizza che il Marocco possa approfittare della crisi “per perseguire i propri interessi strategici”.

D’altro canto, si fa notare, la Guardia civil ha valutato a posteriori la “sorpresa schiacciante e operativa” delle forze di sicurezza marocchine come l’ipotesi più probabile per l’afflusso di migranti, indicando come ultimissima ipotesi anche la “collusione” delle autorità come possibile rappresaglia per la visita del primo ministro, Pedro Sánchez, in Algeria o per la sentenza della Corte Suprema che vietava le espulsioni sommarie. Risulta però “altamente improbabile − si legge nei documenti − che la monarchia stia usando l’immigrazione per rappresaglia, soprattutto in un giorno così importante per il Regno (la Festa del Trono ndr), contro gli interessi della Spagna”.


di Pierpaolo Arzilla