Sahara occidentale, Grecia e Danimarca pro-Marocco

mercoledì 9 settembre 2026


Grecia e Danimarca hanno rafforzato questa settimana il sostegno al piano di autonomia proposto dal Marocco per il Sahara Occidentale. Atene lo considera una soluzione che potrebbe rivelarsi la più praticabile, mentre Copenaghen lo indica come una buona base per arrivare a un accordo. Le due prese di posizione arrivano meno di un mese dopo la svolta della Colombia, che ad agosto ha riconosciuto esplicitamente la sovranità marocchina sul territorio. Tre passaggi che rafforzano la posizione costruita da Rabat negli ultimi anni.

L’ultimo segnale è arrivato il 7 settembre dalla Grecia. Ad Atene, dopo l’incontro con l’omologo marocchino Nasser Bourita, il ministro degli Esteri Giorgos Gerapetritis ha definito il piano di autonomia una proposta “seria e credibile” e ha affermato che potrebbe rappresentare “la soluzione più praticabile”. Atene sostiene inoltre gli sforzi dell’inviato personale del segretario generale dell’Onu per condurre negoziati basati sulla proposta marocchina.

La posizione greca pesa anche per un’altra ragione. Atene è membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu per il biennio 2025-2026 e a ottobre ne assumerà la presidenza. La Grecia ha inoltre accolto favorevolmente l’adozione della risoluzione 2797 dell’ottobre 2025, che ha attribuito un ruolo centrale alla proposta marocchina nel rilancio dei negoziati.

Pochi giorni prima era stata la Danimarca a muoversi nella stessa direzione. Il 4 settembre, durante la visita di Bourita a Copenaghen, il ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen ha definito il piano marocchino “credibile”, un contributo “serio ed essenziale” al processo delle Nazioni Unite e una “buona base” per raggiungere una soluzione concordata. Copenaghen ha inoltre accolto favorevolmente l’adozione della risoluzione 2797.

Ancora più netto è il passaggio compiuto dalla Colombia. Il 10 agosto il ministero degli Esteri di Bogotá ha annunciato il congelamento delle relazioni diplomatiche con la Repubblica Araba Sahrawi Democratica. Il comunicato afferma esplicitamente che la Colombia riconosce “la sovranità del Marocco su tutto il suo territorio, incluso il Sahara Occidentale”. Bogotá ha inoltre escluso contatti politici o diplomatici, scambi di missioni e sostegno alla RASD nei forum multilaterali.

La decisione colombiana ha un peso particolare perché arriva dall’America Latina, una delle aree nelle quali il Polisario ha storicamente cercato e ottenuto sostegno diplomatico. La scelta di Bogotá si aggiunge così a una tendenza che negli ultimi anni ha visto Rabat consolidare le proprie posizioni in Africa, Europa e nelle Americhe.

Il cambiamento più importante riguarda però il peso dei Paesi che hanno adottato posizioni favorevoli alla proposta marocchina. Gli Stati Uniti riconoscono la sovranità di Rabat sul Sahara Occidentale dal dicembre 2020. La Francia ha compiuto un altro passaggio decisivo nel 2024 e continua a sostenere ufficialmente che “il presente e il futuro del Sahara Occidentale rientrano nel quadro della sovranità marocchina”. Parigi considera inoltre il piano di autonomia del 2007 l’unica base per raggiungere una soluzione politica giusta, duratura e negoziata.

Anche sul piano multilaterale il terreno si è spostato. La risoluzione 2797, approvata dal Consiglio di Sicurezza il 31 ottobre 2025 con 11 voti favorevoli e tre astensioni, ha invitato le parti a partecipare a discussioni basate sulla proposta marocchina di autonomia per raggiungere una soluzione politica finale e reciprocamente accettabile. Il testo afferma inoltre che una reale autonomia potrebbe rappresentare l’esito più praticabile, mantenendo il riferimento all’autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale. L’Algeria non ha partecipato al voto; Grecia e Danimarca hanno votato a favore.

Il Polisario continua a rivendicare l’indipendenza e mantiene il sostegno dell’Algeria, ma il terreno diplomatico sul quale si muove è diventato più difficile. La proposta avanzata dal Marocco nel 2007 è oggi sostenuta da un numero crescente di governi e ha acquisito un peso maggiore anche nel processo condotto dalle Nazioni Unite.

Le dichiarazioni arrivate questa settimana da Atene e Copenaghen aggiungono quindi altri due tasselli alla strategia di Rabat. Grecia e Danimarca non hanno riconosciuto formalmente la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale, ma sostengono apertamente il piano di autonomia. Dopo il riconoscimento colombiano di agosto, il dato politico è ancora più evidente: il sostegno internazionale alla soluzione proposta dal Marocco continua ad allargarsi, mentre per Polisario e Algeria si restringono gli spazi diplomatici.


di Costantino Pistilli