giovedì 27 agosto 2026
Secondo Vladimir Putin le trattative per la pace in Ucraina sono giunte a un punto morto. Il presidente russo, al momento, non pensa di poter ottenere nulla dai negoziati con Kiev e Washington, e quindi si prepara a colpire. Secondo Bloomberg, il capo del Cremlino sta valutando di intensificare gli attacchi verso l’Ucraina con missili balistici convenzionali. Le infrastrutture tutte del Paese sarebbero a rischio. L’Occidente si è impostato su un nuovo livello d’allarme. C’è persino chi pensa che il viaggio a Mosca del capo della Cia sia servito per scongiurare attacchi verso Paesi della Nato.
Un’esagerazione? Le parole di Maria Zakharova rendono fondati alcuni timori dei Paesi occidentali. Secondo il megafono degli Esteri del Cremlino, tutti i cittadini del Regno Unito dovranno riflettere “sulle inevitabili e catastrofiche conseguenze dei passi ostili delle loro autorità”. Zakharova ha proposto al governo britannico “di analizzare attentamente la situazione e di rinunciare immediatamente e con decisione all’atteggiamento ostile e aggressivo, che può solo prolungare l’agonia del regime neonazista di Kiev e creare rischi di un’escalation del conflitto a un livello completamente nuovo”. E ancora: “Abbiamo ripetutamente avvertito che la risposta agli attacchi ucraini con l’uso di armi britanniche sul territorio della Russia potrebbe essere rappresentata da qualsiasi obiettivo militare e attrezzatura britannica in Ucraina e al di fuori di essa”, ha aggiunto la portavoce.
Kiev ha già utilizzato i missili da crociera britannici Storm shadow. Negli ultimi mesi avrebbe impiegato anche droni di produzione britannica per colpire in profondità il territorio russo: tra questi il Nyan, realizzato dal colosso degli armamenti Bae Systems, e un secondo modello il cui nome non è stato divulgato per ragioni di sicurezza.
Mosca ha respinto comunque le ricostruzioni su una presunta volontà russa di colpire l’Alleanza atlantica. Le notizie su un attacco alla Nato “non hanno niente a che vedere con la realtà” e sono solo “spauracchi”. A dirlo è stato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Ria Novosti. “Attualmente vengono pubblicate molte di queste storie allarmistiche – ha detto il megafono di Putin – Naturalmente, non hanno nulla a che vedere con la realtà e non hanno nulla a che vedere con le intenzioni della Federazione russa”. Peskov ha aggiunto che la Russia “si trova ad affrontare una politica molto aggressiva nei suoi confronti da parte dei Paesi europei. E questa aggressività proviene proprio dai Paesi europei. Le speculazioni contrarie sono una distorsione della realtà e semplici notizie infondate, nient’altro. Se parliamo di escalation militare – ha aggiunto il portavoce, intervistato da Bloomberg – noi semplicemente non ne abbiamo bisogno, perché stiamo comunque avanzando in Ucraina”.
di Zaccaria Trevi