lunedì 24 agosto 2026
Cuba sta vivendo gravi difficoltà socio-politico-economiche e in questo scenario, nella prima settimana di agosto, si è nuovamente conclamato uno scontro tra il governo e la massoneria. Così il Ministero della Giustizia cubano sta spingendo per posizionare un suo uomo, ex membro del Rito scozzese antico e accettato cubano, Lázaro Faustino Cuesta Valdés, a capo del Supremo consiglio del 33° Grado per la Repubblica di Cuba. Che la massoneria cubana non stia vivendo uno dei suoi più “luminosi” periodi è cosa nota, tanto è che il momento è contrassegnato da molte opacità. Uno dei protagonisti di questo travagliato periodo dell’Ordine iniziatico, in questo caso rituale, è l’attuale sovrano gran commendatore del Supremo consiglio del Grado 33 per la Repubblica di Cuba, José Ramón Viñas Alonso, insieme al suo entourage di affiliati tra questi il gran cancelliere Angel Santiesteban Prats. Le accuse che stanno disegnando questi ultimi anni sono rivolte dalle istituzioni governative all’Ordine massonico rituale, ma anche non rituale, e concernono, ufficialmente, sospetti di corruzione e manipolazione di fondi gestiti dalla fratellanza. Questione che se appurata andrebbe in contrasto, come accade purtroppo anche in altri contesti massonici non cubani, ai principi statuiti dalla “cultura e dall’etica massonica”, ovvero atteggiamenti che si appiattiscono sulle più profane bassezze umane.
Viñas Alonso ha sempre voluto rappresentare il protettore dei deboli e dei bisognosi, e tramite l’istituto dell’Asilo nazionale massonico, ubicato al primo piano di un palazzo al centro dell’Avana sede della massoneria, da sostegno al disagio diffuso che colpisce, in crescendo, la società cubana. Quindi una struttura massonica con scopo filantropico e sociale gestita dalla massoneria cubana. Tuttavia la gestione economica dell’Asilo ha prodotto denunce e revisioni contabili che hanno rilevato, secondo media cubani come CiberCuba, improprie operazioni finanziarie, dimostrando che da tempo ingenti quantità di denaro, frutto di donazioni e contributi degli affiliati, sono state utilizzate per scopi personali dai vertici della massoneria. Tramite queste risorse le figure massoniche apicali e i propri familiari, pare, che abbiano potuto condurre una vita più agiata. Ricordo che l’articolo 30 dello statuto che regola l’organizzazione dell’Asilo, determina che il denaro in entrata, da qualsiasi fonte provenga, deve essere depositato su conti bancari dove il Tesoriere dell’Ordine esercita il controllo; così le uscite devono essere strettamente controllate e finalizzate agli scopi dell’Ordine. Le accuse del Governo addebitano a Viñas Alonso di avere continuamente operato nella contabilità in modo non trasparente.
Il gran cancelliere Prats, uomo vicinissimo a Viñas, che a giugno è stato posto agli arresti domiciliari perché accusato di operazioni illecite, ma la motivazione risulta politica, anche se ha vestito per un periodo gli abiti del rivoluzionario infiltrato nella massoneria, ha invece operato al fine di poter disegnare la figura del sovrano gran commendatore come vittima di un raggiro ordito dal Governo per delegittimare l’Ordine massonico cubano.
Ma qual è lo scopo del governo cubano che tende a delegittimare la massoneria autoctona con le accuse di appropriazione di fondi destinati ai bisognosi? Intanto l’opera di delegittimazione ha assunto sembianze politiche, in quanto il governo ha accusato l’Obbedienza di essersi trasformata in una struttura politica legata a varie massonerie della regione, come la Logia Unida delle Antille, o la brasiliana Gran Logia Tradicional. Questi “ordini”, secondo il Governo dell’Avana, hanno chiare attività di influenza politica esercitate tramite la rete della fratellanza a livello sovranazionale. Va anche considerato che Viñas Alonso, che durante uno degli ultimi interrogatori è stato accusato dagli inquirenti anche di essere disoccupato, accusa dalla quale si è difeso affermando di essere stipendiato dall’Ordine, come riportano fonti cubane, ha avuto incontri con rappresentanti dell’ambasciata degli Stati Uniti e altri diplomatici stranieri. Risulta che i temi trattati siano stati concentrati su questioni legate alla attuale situazione che vive l’Isola, e sulle sfide che i cubani dovranno affrontare. Una situazione che ha dato al sovrano gran commendatore una grande visibilità anche al di fuori dei confini dell’Ordine, imbarazzando il governo che si è sentito diplomaticamente scavalcato.
Una serie di situazioni che stanno spingendo il governo a condurre il Grande oriente di Cuba sotto il controllo governativo. Un governo in gravi difficoltà politiche ed economiche che immagina di controllare un sistema sociale con fini filantropici e magari socio-politici, ma che ha prodotto una singolare protesta da parte della massoneria isolana che si è schierata a difesa di Viñas Alonso.
Quindi la Massoneria cubana si trova ora al centro di uno scontro diretto con lo Stato. In pratica Miriam Marta García Meriño, dirigente del Ministero della Giustizia, ha consegnato brevimano a Viñas Alonso l’ordine di presentarsi presso la sede del Consiglio supremo per rassegnare le dimissioni e cedere il mandato a l’ottantunenne Cuesta Valdés, quindi un uomo imposto dal governo, che potrebbe andare al vertice di una potente parte della massoneria. Per una serie di motivazioni Cuesta Valdés, a febbraio 2025, fu espulso dalla massoneria, espulsione confermata successivamente dell’Alta camera del rito. Ora per il Consiglio dell’Ordine massonico, la “nomina statale” di Cuesta al vertice del Rito scozzese costituirebbe la violazione sia dello statuto dell’Ordine, ma soprattutto inciderebbe sulla autonomia della associazione.
In breve, la massoneria cubana nasce a cavallo dell’Ottocento, è una solida “associazione” radicata profondamente nel territorio e accreditata anche a livello sovranazionale; ha resistito, per vari motivi, anche alla Rivoluzione castrista. Oggi si contano oltre 300 Logge sparse in tutta l’Isola, con poco meno di 30mila fratelli affiliati. Considerando una discreta selezione sulle figure che aderiscono all’Obbedienza, è evidente che la politica non ha fatto mai a meno dei fratelli, considerando che l’Ordine per statuto rispetta la Costituzione cubana. La minaccia alla sua indipendenza è l’ennesima dimostrazione di una debolezza governativa che cerca, nella compulsione del controllo sociale, puntelli per le sue fragili strutture. E anche se le regole massoniche vietano, in “privato”, di “parlare di politica e di religione”, è cosa nota che molti presidenti degli Stati Uniti, evito di fare l’elenco (George Washington), erano “iniziati”, e i contatti e i temi trattati tra i vertici massonici cubani e la diplomazia dell’ambasciata statunitense a Cuba, rivelano segni interessanti. Inoltre il presidente cubano, Miguel Díaz-Canel, non è ben visto, anche lui, da Donald Trump, che punta a tenerlo sotto pressione.
Venerdì scorso Viñas Alonso ha dichiarato, tramite un comunicato video diffuso da CubaNet e da CiberCuba, di avere subito un interrogatorio da un inquirente criminale del Dipartimento per i crimini contro la sicurezza dello Stato, quindi accusato di reato di “disobbedienza”. In conseguenza un provvedimento ha stabilito diverse limitazioni: divieto di lasciare Cuba; presentazione settimanale alle autorità di polizia; limitazione agli spostamenti; ed anche il controllo della polizia sui suoi spostamenti e attività. Insomma il cappio dello Stato si sta stringendo intorno al “collo della massoneria”; ma anche un altro cappio si sta stringendo intorno al collo del Governo cubano.
di Fabio Marco Fabbri