martedì 4 agosto 2026
I Paesi del Golfo vorrebbero dare all’Iran un’ultima possibilità. Donald Trump ha deciso di ascoltarli, ma ha chiarito che questa è “l’ultima chance per Teheran di firmare un buon accordo”. Così si è espresso il tycoon nello Studio Ovale. “Voglio dare all’Iran ogni possibile ultima chance prima della decapitazione”, ha ribadito. Il Qatar, Paese mediatore, ha dichiarato che gli sforzi per una soluzione diplomatica al conflitto Iran-Usa continuano, ma senza colloqui diretti previsti tra le due parti. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Majed Al Ansari, ha aggiunto che i colloqui sono incentrati su una “soluzione a breve termine che ci aiuterebbe a riavviare le discussioni e a tornare pienamente agli sforzi di mediazione”.
Secondo il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, un accordo per garantire nuovamente la libertà di navigazione potrebbe arrivare già nelle prossime ore. A riferirlo è Cnbc. “Siamo in trattative con gli iraniani”, ha dichiarato Bessent a “Squawk Box” della Cnbc. “C’è la possibilità che si raggiunga un accordo oggi o domani per riaprire lo stretto e procedere verso una posizione più normalizzata in questo conflitto. Si tratterebbe di libertà di movimento”, ha affermato il segretario del Tesoro.
Lato Iran, Masoud Pezeshkian ha ribadito che la Repubblica islamica non ha interesse ad allargare il conflitto, pur confermando la volontà di difendere il territorio nazionale. “Il conflitto, sia esso in un quartiere, in una città, in un Paese o tra Paesi, è una malattia che è emersa. Difenderemo i nostri confini ma non stiamo cercando di espandere la guerra o di continuarla”, ha affermato Pezeshkian. “In queste circostanze, dobbiamo lavorare per costruire una società sana, in modo che il nemico non sia tentato di entrarvi, lacerare il nostro tessuto sociale e distruggerlo”, ha aggiunto il presidente iraniano, come riferito da Iran International. “Io non rassegnerò le dimissioni e resterò al mio posto per realizzare le mie promesse e servire questa nazione”, ha detto Pezeshkian in una videointervista, rispondendo alle allusioni delle ultime ore. “Ho stretto un patto con il popolo e rimarrò fedele a questo patto fino all’ultimo momento. Le voci diffuse negli ultimi giorni riguardo a mie dimissioni o a un mio passo indietro sono del tutto false, fabbricate da chi punta a colpire l’unità nazionale. I problemi del Paese sono molti, ma risolverli richiede coesione e fermezza” ha concluso.
Le dichiarazioni del presidente, tuttavia, si scontrano con quanto sostenuto dal cognato della Guida suprema Mojtaba Khamenei. In un video, Mohammad-Bagher Kharrazi ha affermato che Pezeshkian avrebbe minacciato di dimettersi “28 volte”, salvo rinunciare dopo essere stato avvertito che un’ulteriore richiesta sarebbe stata accettata. “Se si dimette ancora una volta, lo approverò. Scriverò approvato sotto, e la questione sarà chiusa”, ha riferito Kharrazi citando le parole di Khamenei. “Pezeshkian non osa più, hanno fatto tutti marcia indietro”. Le tensioni interne ai vertici della Repubblica islamica non sono una novità. Già il 31 maggio scorso Iran International aveva riferito che Pezeshkian aveva presentato una lettera di dimissioni all’ufficio di Khamenei, denunciando l’emarginazione del governo dalle decisioni strategiche e sostenendo che le componenti più radicali delle Guardie rivoluzionarie avessero assunto il controllo delle principali leve dello Stato.
di Eugenio Vittorio