lunedì 20 luglio 2026
Iran e Stati Uniti continuano a mantenere aperti i canali diplomatici attraverso la mediazione di Paesi terzi, nonostante la nuova escalation militare. A confermarlo è stato il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baghaei, durante una conferenza stampa nella capitale. ‘‘Siamo stati informati dai mediatori. Abbiamo ricevuto dei messaggi, senza entrare nei dettagli, ma il punto principale è che l’apparato diplomatico è stato attivo negli ultimi giorni e alcune idee ci sono state comunicate da certi mediatori’’, ha dichiarato il portavoce del Dicastero. Baghaei ha poi attribuito agli Stati Uniti la responsabilità dell’ultima escalation. “Abbiamo ripetutamente sottolineato di non nutrire alcuna ostilità nei confronti dei Paesi della regione, ma ci aspettiamo che facciano il loro dovere e non permettano attacchi contro l’Iran dal loro territorio”, ha aggiunto, sottolineando che “finché questi crimini continueranno, le nostre forze armate reagiranno”.
Il Comando centrale statunitense (Centcom) ha annunciato di aver concluso la nona notte consecutiva di raid contro obiettivi iraniani. Secondo quanto riferito in un messaggio pubblicato su X, gli attacchi hanno interessato centri di comando, sistemi di difesa aerea, infrastrutture di sorveglianza costiera, capacità navali, postazioni di lancio di missili e droni e reti di comunicazione. Teheran sostiene di aver risposto colpendo installazioni americane nella regione. I pasdaran hanno affermato, in una nota rilanciata dall’agenzia Tasnim, che un attacco con droni ha distrutto un sistema radar e altre strutture statunitensi in Kuwait. Nella stessa dichiarazione si sostiene inoltre che siano stati colpiti un deposito di equipaggiamenti e ricambi per aeromobili e un hangar destinato ai droni MQ-9 nella base Usa di Ali Al Salem, dove sarebbero andati a fuoco diversi velivoli senza pilota.
Quando in Italia mancavano un paio d’ore all’alba è intervenuto anche Donald Trump, che ha rivendicato i bombardamenti contro l’Iran “in onore dei soldati caduti”. Lo ha detto il tycoon parlando con i giornalisti di ritorno a Washington. “Sono due, forse tre”, ha detto il presidente riferendosi alle vittime dell’attacco iraniano in Giordania. “Li abbiamo colpiti molto duramente anche stasera e lo abbiamo fatto in onore di quei grandi patrioti – ha aggiunto il presidente – Quei grandi patrioti combattevano affinché l’Iran non potesse dotarsi di armi nucleari”. Secondo il New York Times, che cita fonti dell’amministrazione Trump, prima dell’attacco in cui hanno perso la vita due militari statunitensi la base americana di Azraq, in Giordania, era già stata bersaglio di altri tre raid iraniani, episodi che il Pentagono avrebbe scelto di non rendere pubblici. Le stesse fonti riferiscono che quei bombardamenti causarono il ferimento di decine di soldati e il danneggiamento di diversi elicotteri.
di Eugenio Vittorio